avrebbe pensato che uno come Michele, con il successo planetario che bussava alla porta,
con una “Satisfaction” tra le mani, abdicasse in favore di un cugino anch’esso dotato di
talento? E, in quanto a quest’ultimo, vale la pena ricordarsi che, in fin dei conti, il talento
non basta nella vita. C’è bisogno anche dell’occasione e quest’ultima può non palesarsi mai.
Forse, se Mick Jagger non avesse avuto un parente come Michele Gegghero, chissà, magari
a quest’ora sarebbe uno dei tanti pensionati inglesi. Chissà. E poi, che dire di quel suo
nome? Michele Gegghero… Altro non è che Mick Jagger italianizzato come meglio si
poteva e venduto alla gente del luogo”.