– Mettetelo agli arresti. Anzi no. Mettetelo agli arrosti. Insomma, nel girarrosto… Le
patatine belle croccanti! protestò urlando.
– Non è tempo adesso! gli rispose una voce proveniente dalla cucina.
– Cosa… Chi è… Dov’è? disse Gianni saltando dal letto.
– Non allarmatevi. Sono io, la proprietaria dell’albergo. Abbiate pazienza: Gianni non è
ancora pronto per l’arrosto. Bisognerà aspettare ancora qualche mese. Qui in Puglia i nostri
‘Gianni’ li alleviamo liberi di fare quel che vogliono… Poi, quando è la stagione giusta, li si
cucina in mille modi diversi. Vi posso assicurare che sono una bontà.
– ‘Gianni’? ma sono io Gianni. Per la miseria al quadrato!
– Ma cosa avete capito. Il ‘Gianni’ del quale parlavo è il gallo che avete appena sentito
cantare: ho fatto il caffè, ne vuole una tazza?
– No. No: voglio solo dormire, disse scocciato.
Ma ormai non aveva più sonno. Si infilò i pantaloni e andò a bussare alla cucina dell’
‘Hidalgo’:
– Abbiate pazienza: è sempre valido quel caffè?
– Ma certo. Ve lo verso subito.
Gianni bevve il caffè guardando l’alba e ascoltando il gallo che, per l’ennesima volta,
cercava di scuotere il mondo dal sonno. Cani e gatti lo ascoltarono. Si misero tutti a fare un
concertino. Più lontano, da qualche stalla, si sentì il ragliare di un asino.
– Manca ancora qualcuno? Chiese sarcastico Gianni alla signora che era occupata coi
biscotti. Ne aveva presi di cinque tipi:
– Dovete sentirli: è una produzione fuori commercio. La fornaia li fa solo per il paese. E
non sbaglia il conto. Riesce quasi a non sprecarne nessuno, li fa nel numero giusto. D’altra
parte in questo posto ci conosciamo tutti. Quelli che vedete in più sono per voi: quando siete
arrivato ieri sera, infatti, le ho telefonato di farne in più e qualcuno di qualità diversa. Per
voi.
– Ma non dovevate. Io poi tra l’altro, il mattino lo trascorro con qualche caffè… Magari
anche del latte. Ma nient’altro.
– Ah, fa niente. Ve li impacchetto. Li farete assaggiare ai vostri bimbi.
– Sarà difficile…
– Neanche a loro piacciono i biscotti?
– Il fatto è che non ho figli.