qualche parte a comprare un benedetto braccialetto rosso (una delle piccole pazienti aveva
offerto all’irato Rocco il suo, ma quest’ultimo dopo aver visto che era fatto di perline rosse,
aveva risposto sdegnosamente che era un braccialino da femmina!).
Le volontarie dell’organizzazione che si occupava dell’attività ludica dei bimbi del
reparto, avevano telefonato al loro responsabile per cercare di capire se fosse possibile far
intervenire qualche ditta produttrice di braccialetti rossi. La guardia giurata dell’ospedale si
era informato dal suo comando: niente braccialetti rossi. Né rossi né di altro colore:
– Ma, guardia Beccucci, hai bevuto? Sei in ospedale per far la guardia non per scambiare
ninnoli con i nativi delle Galapagos! Cazzarola! gli avevano risposto.
Comunque, ora pareva tutto risolto. Il bimbo che non era riuscito a farsi erigere un
padiglione G rosso, pretendeva almeno un braccialetto rosso!
Appena capitò l’occasione, la bionda del turno pomeridiano chiese al nuovo ospite:
– Ma cosa è ‘sta fissa per il rosso?
Il bimbo osservò tutti i presenti con malcelata compassione disse:
– Ma siete proprio disinformati: un ospedale serio dà ai suoi pazienti dei braccialetti
rossi. Non la vedete la tv? E, via cerchiamo di sbrigarci con ‘sto film che le registrazioni
costano, ‘pour la misere’, come dice il nonno!
“Ma porc…, il bimbo si riferisce alla serie televisiva ‘Braccialetti rossi’. Per lui è quello
l’ospedale vero!” pensò soavemente uno degli astanti.
Da quel giorno e per tutto il tempo della degenza di Rocco, la pediatria diventò un set
televisivo. Appena arrivava qualche nuovo piccolo paziente, Rocco, andava a controllare se
il braccialetto che gli era stato dato fosse stato trattato col pennarello rosso:
– Anche se c’è la crisi, come dice mio papà, via, un pennarello rosso c’è lo possiamo
permettere, commentava.
Nella scuola del reparto, il suo compito principale era diventato quello di pittore di
cartoncini per braccialetti.
I nuovi piccoli ospiti, una volta registrati, potevano dimenticarsi il nome originale: Rocco
affibbiava loro i vari Leo, Vale, Cris, Davide, Toni, ovvero i nomi dei ragazzi della famosa
serie televisiva. Rocco, nei suoi 15 giorni di ricovero, si mostrò ingegnoso: quando i nomi
non bastavano, allora ricorreva al numero da associare al nome. Così, quando capitava un
doppio Leo, l’ultimo arrivato diventava Leo 2, etc.