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Pizza e showbizz • La pizza come esperienza / Na Pizz by Fabio Rocco

Atmosfere da“ show”

Quando la pizza è anche intrattenimento: divertire i clienti non è sinonimo di superficialità. Creare un locale iconico, frequentato anche da personaggi celebri crea curiosità e attira pubblico. Poi però arriva la pizza. E deve essere fatta a regola d’ arte. Parola di Fabio Rocco, patron di 3 pizzerie nel cuore della Romagna.
Di Lucia Lombardi Foto: Courtesy of Na Pizz Show
Fabio Rocco nel suo locale di Riccione dove si respira un’ atmosfera da show-biz.

Oggi il mondo della pizza vive una fase altissima sul piano tecnico: impasti evoluti, ricerca sulle filiere, attenzione agli ingredienti e grande cura del prodotto. Tutto importante. Ma la differenza non la fa solo quello che metti nel piatto: la fa anche ciò che fai sentire. Ne è convinto Fabio Rocco, classe 1984, pizzaiolo e titolare delle tre pizzerie Na Pizz di Riccione, Rimini e Cesena. Da oltre dieci anni Na Pizz porta avanti un progetto che unisce pizza napoletana, ricerca sulle materie prime e una forte attenzione all’ esperienza dell’ ospite. Alla base c’ è una selezione rigorosa degli ingredienti e un rapporto diretto con i produttori. « Dietro ogni ingrediente ci sono persone, allevamenti, territori e competenze che vogliamo conoscere da vicino », spiega Rocco. Per lui, tuttavia, la qualità del prodotto rappresenta il punto di partenza, non quello di arrivo. « A un certo livello molti locali lavorano bene sugli impasti e sugli ingredienti. La vera sfida è costruire un’ esperienza capace di lasciare un ricordo ». Fabio, cosa vuol dire accoglienza per lei? « Significa far sentire ogni persona riconosciuta, attesa e importante. Non basta accompagnare al tavolo: occorre creare un ingresso, un tono, un ricordo. Il cliente non deve sentirsi un numero, ma l’ ospite di casa ».

Quanto conta il prodotto e quanto conta lo star bene? « Il prodotto è il presupposto esclusivo, tuttavia ad alto livello, lo star bene conta quanto la pizza. L’ o- biettivo è far dire non solo‘ ho mangiato bene’, ma anche‘ voglio tornare perché lì si sta bene davvero’».
Sopra, da sinistra: la pizza con i friarielli, un grande classico: ma il prodotto è solo la base da cui si parte per costruire un’ esperienza.
A destra: la pizza fritta, un altro classico della tradizione napoletana che ha sempre più fortuna, grazie a una più attenta gestione della frittura.
Come si trasmette questa filosofia alla squadra? « Con l’ esempio quotidiano. La formazione, la cura del dettaglio e con una cultura condivisa: ogni tavolo, ogni nome va ricordato, ogni ospite va accompagnato con gentilezza e calore. Non abbiamo camerieri, abbiamo“ accoglitori”».
In cosa vi sentite diversi nella proposta? « Al prodotto forte si aggiunge una cucina, senza glutine, carta vini, dolci, musica, sorprese, ironia e un’ accoglienza fuori standard. Così la pizza viene apprezzata all’ interno di un’ esperienza completa ».
Nel racconto di‘ Na Pizz il mondo dello spettacolo ha un peso preciso? « Non come ostentazione, ma come conferma di un luogo che sappia mettere le persone a loro agio. I clienti più assidui hanno anche sedie dedicate, e quando arrivano ospiti speciali, il locale li accoglie
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