ATTUALITÀ
La rappresentazione della porta
Margherita Toffolon e Olga Munini, foto di Marco Menghi
Alla Galleria Rossana Orlandi una mostra dedicata alle porte in un percorso di rivalutazione materica e sperimentale. Un vero e proprio percorso di rivalutazione della porta che ne ha fatto emergere il profondo significato progettuale e simbolico
Durante la Milan Design Week, all’ interno di RoCollectible26 le porte hanno avuto quella visibilità che solitamente non hanno all’ interno degli spazi. La mostra Porte è stata sviluppata, all’ interno della galleria Rossana Orlandi, come un percorso di rivalutazione di questi dispositivi che ne ha fatto emergere il profondo significato progettuale e simbolico di soglie, confini, ingressi, uscite, scorci, interruzioni, segni. Le opere esposte, realizzate da architetti, designer e artisti affermati ed emergenti, hanno tracciato una mappa di ricerca sui materiali e la sperimentazione che caratterizzano questi elementi al di là della mera funzione di meccanismo di apertura e chiusura. Le porte rappresentano il luogo di transizione fra dentro e fuori, tra apertura e chiusura, tra visibile e invisibile, ma anche della personalizzazione degli spazi e del collectible design, campo inesplorato dove poter sperimentare. La porta è tornata così al centro dell’ attenzione per i suoi valori estetici e simbolici. Da dispositivo di gesti automatici sono state riprogettate per catturare l’ attenzione e trasformare la vista, ma anche per rappresentare il nostro modo di vivere. L’ ampia varietà di tipologie, materiali, proporzioni, visioni e di rapporti con l’ ambiente e i suoi frequentatori, ridefinisce il modo in cui attraversiamo uno spazio e in cui lo spazio ci accoglie o ci respinge.
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