0CCHIELLO CANTIERE
po e di budget, possono permettersi un test strumentale su ogni serramento. Qui entra in gioco lo strumento più semplice e più trascurato: la fotografia. Fotografare il giunto prima della posa del coprifilo- la nastratura degli angoli, la posizione delle membrane, il fissaggio meccanico, il sottobancale del quarto lato- non è un adempimento burocratico, come scrivevo nell’ articolo sul coprifilo, ma la prova verificabile e firmata che il lavoro sottostante è stato eseguito correttamente. È un investimento minimo, pochi minuti per serramento, che ha un valore enorme in due momenti molto diversi: nella gestione di un’ eventuale contestazione anni dopo, quando la patologia diventa visibile e bisogna dimostrare che il difetto non è imputabile alla posa, e nella comunicazione con il cliente, che con quelle immagini vede finalmente ciò che il coprifilo nasconderà per sempre.
IL COLLAUDO COME LEVA COMMERCIALE, NON COME COSTO
C’ è un errore diffuso nel considerare il collaudo un costo aggiuntivo da comprimere il più possibile. In realtà è l’ unico strumento che permette a un’ azienda di posa di distinguersi in un mercato dove, come ho scritto più volte, i materiali di posa qualificata sono ormai alla portata di
LA TENUTA DELLE FINESTRE SI GIOCA NEL GIUNTO: È LÌ
CHE POSSONO NASCONDERSI I PUNTI PIÙ CRITICI DELLA POSA,
QUELLI CHE A OCCHIO NUDO NON SI VEDONO
tutti. Un’ azienda che consegna al cliente, insieme al serramento, un fascicolo con la documentazione fotografica del giunto e- quando previsto dal capitolato o richiesto dal Marchio Posa Qualità- l’ esito di un test a campione, non sta semplicemente rispettando una norma: sta vendendo una garanzia misurabile, non una promessa. Ed è esattamente questo che i nuovi CAM Edilizia, entrati in vigore per gli appalti pubblici, iniziano a richiedere in modo esplicito: non basta più la marcatura CE del prodotto, serve la prova che la posa mantenga le prestazioni dichiarate.
CHIUDERE IL CERCHIO
Con questo numero si chiude idealmente il percorso che ha attraversato le puntate precedenti di questa rubrica: dalla progettazione del sistema foro finestra, passando per la tecnica del nodo primario, fino agli errori reali che si annidano dietro un coprifilo montato con fretta. Manca solo un ultimo pensiero, forse il più importante: tutto ciò che abbiamo descritto- la tavola di posa, le membrane corrette, il fissaggio meccanico, il taglio termico del quarto lato- resta teoria fino a quando qualcuno non lo misura. Il collaudo non è la fine del lavoro del posatore, è la prova che quel lavoro, davvero, è stato fatto a regola d’ arte.
L’ AUTORE
Graziano Corghi Consulente tecnico e formatore specializzato nel settore della serramentistica e della posa in opera qualificata del sistema foro finestra. Opera da oltre 45 anni nel comparto degli infissi, occupandosi di progettazione, ricerca e sviluppo, formazione e consulenza normativa per imprese e professionisti. È Direttore Tecnico di Serramento Bio Academy e membro dell’ organo UNI / CT 033 / GL 12, partecipando alla stesura e revisione delle norme UNI su finestre, porte, sistemi oscuranti e relativi sistemi di installazione. È esaminatore e Organismo di Valutazione ICMQ per la qualifica dei posatori di serramenti secondo la UNI 11673. Ideatore del marchio Serramento Bio, promuove un approccio orientato alla sostenibilità ambientale, all’ efficienza energetica e alla qualità della posa in opera, collaborando con aziende, associazioni di settore e progettisti su tutto il territorio nazionale.
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