Showroom Ottobre 2026 | Page 68

CANTIERE

IL COLLAUDO INVISIBILE

Graziano Corghi
Nei numeri precedenti di questa rubrica abbiamo percorso tutta la filiera del sistema foro finestra: la progettazione integrata, il nodo primario con le sue regole d’ oro, gli errori reali che il coprifilo nasconde, i rischi specifici della posa in sormonto. In tutti questi articoli è tornato, quasi come un ritornello, lo stesso concetto: sotto al coprifilo c’ è competenza, non improvvisazione- ma questa affermazione, da sola, resta una dichiarazione di intenti. Manca l’ ultimo passaggio, quello che trasforma la dichiarazione in prova: il collaudo.
PERCHÉ“ SEMBRA FATTO BENE” NON BASTA
Un giunto di posa eseguito seguendo tutte le regole viste finora- schiuma al 50-
UN GIUNTO DI POSA PUÒ SEMBRARE PERFETTO E, INVECE, NON ESSERLO. L’ UNICO MODO PER ACCORGERSENE PRIMA CHE SIA IL CLIENTE A SCOPRIRLO È MISURARE: BLOWER DOOR TEST, PROVE ACUSTICHE E DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA NON SONO UN LUSSO, MA LA PROVA CONCRETA CHE TRASFORMA UNA PROMESSA IN UN DATO
60 %, membrane corrette lato interno ed esterno, nastri continui sugli angoli, quarto lato con taglio termico- può comunque nascondere un difetto invisibile a occhio nudo: un tratto di nastratura scollato in un punto nascosto, una membrana forata da una vite, un angolo dove la continuità si interrompe per pochi millimetri. La differenza tra un giunto teoricamente corretto e un giunto verificato sta proprio qui: nella misura. Il concetto cardine della norma UNI 11673-4, dedicata proprio alle verifiche, è che le prestazioni dichiarate non si presumono, si testano a campione. Ed è esattamente il terzo pilastro su cui si fonda il Marchio Posa Qualità Serramenti, quello che negli articoli precedenti avevo solo accennato: dopo la progettazione verificata e la certificazione delle competenze dei posatori, resta la verifica in opera.
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