Che rapporto avete con i vostri clienti e come vi fate conoscere ? “ Lavoriamo sia con clienti privati sia con imprese , principalmente nell ’ ambito della ristrutturazione edilizia . La diversificazione della clientela ci permette di far fronte alle ciclicità del mercato e sono certo che , considerando l ’ andamento instabile degli ultimi anni , sia necessario essere presenti su più fronti per mantenere le richieste di lavoro costanti . Inoltre , ci sono diversi studi di architettura con cui collaboriamo e decidono di affidarsi a noi in maniera costante . Chiunque decida di collaborare con noi deve sapere che sarà seguito veramente in ogni fase : dal progetto , alla posa , al post-vendita . Lavoriamo principalmente sul territorio della provincia di Monza e Brianza e nel Milanese . Ma abbiamo eseguito vari progetti esteri per clienti privati a Dubai , Bahamas , Svizzera , Francia e Israele . Attualmente siamo impegnati nella progettazione di una facciata continua per un nuovo edificio del Kilometro Rosso . Promuoviamo parzialmente la nostra attività . Crediamo che il passaparola sia il modo migliore per acquisire nuovi clienti . Non c ’ è pubblicità migliore di un cliente che raccomanda la nostra azienda a un amico , parente , conoscente , presentandola come competente e fidata .”
Dopo la tua esperienza in Olanda hai deciso di tornare nell ’ azienda di famiglia per mettere in pratica ciò che hai appreso . Cosa consiglieresti alle aziende italiane e che differenze hai notato ? “ Quello che ho imparato e che ho constatato incida molto sul risultato del lavoro finale , riguarda l ’ organizzazione del lavoro che porta a riduzione dei costi , dei tempi di impegno e qualità del lavoro finale . Innanzitutto , è essenziale , e mi piacerebbe che lo applicassero anche le aziende italiane , il saper condividere gli impegni giornalieri con tutte le parti dell ’ azienda . In secondo luogo , ma non meno importante , è avere delle figure interscambiabili che sappiano avere padronanza di più ruoli in modo da non bloccare la catena se qualcuno dovesse mancare . Su questo all ’ estero sono davvero preparati . Però mi sono reso anche conto della qualità del lavoro di alcune aziende italiane e sono riuscito a fare un paragone . Noi siamo molto fortunati perché sentiamo ancora viva l ’ idea della passione tramandata da padre a figlio . Mentre all ’ estero non è così . È un perenne turn over di professionisti che continuano a cambiare posto di lavoro soffermandosi poco : questo è positivo per il professionista che ha molta più probabilità di fare carriera ma meno per le aziende che sono costantemente in fase di formazione . In Italia le persone sono molto più stabili e fedeli al proprio posto di lavoro e questo permette
Andrea Baraggia , responsabile commerciale e amministrativo Jolly Alluminio
65