Showroom Giugno/Luglio 2024 | Page 51

L ’ evoluzione delle città è strettamente connessa al mutamento sociale ed economico che contraddistingue ogni epoca storica . I centri urbani cambiano , si evolvono ed è così che si dovrebbero adattare al nascere di nuove esigenze e richieste della cittadinanza , proprio perché nate con lo scopo di ospitare la vita delle persone e offrire loro quanto necessario in termini di servizi , socialità e lavoro . Purtroppo , le cose vanno spesso diversamente e , anche a causa di un controllo inadeguato dello sviluppo urbano , molti centri ( in tutto il mondo ) hanno paradossalmente raggiunto condizioni tali addirittura da compromettere la qualità della vita delle persone che li vivono . O per lo meno questo vale per alcune fette di popolazione . Va detto , chiaramente , che una città è un sistema particolarmente complesso da valutare gestire , a causa della sua eterogeneità . Semplificando il tema del “ cosa serve a una città per essere vivibile ”, si parla senza dubbio di questioni quali la disponibilità di servizi , spazi e luoghi accessibili , l ’ evoluzione del sistema infrastrutturale , il costo della vita , le opportunità sociali ed economiche , le politiche urbane di governance . Una lista non banale , che sfida la maggior parte delle città contemporanee , dove si affrontano anche questioni quali il consumo di suolo , la riqualificazione del patrimonio edilizio e la crescita della sostenibilità . Le azioni da mettere in campo possono davvero essere molte e , in questo contesto , anche il recupero degli edifici esistenti può offrire differenti opportunità , con una nuova definizione del confine tra pubblico e privato , sfumandolo in modo significativo . In uno stesso immobile possono convivere diversi livelli di privacy e di condivisione , cercando di rispondere in modo diffuso e trasversale a più necessità contemporaneamente . Cresce , così , l ’ attenzione da porre ai basamenti degli edifici , il “ piano terra ”, elemento di collegamento tra la città e l ’ edificio .
I BASAMENTI DEGLI EDIFICI : NUOVE OPPORTUNITÀ URBANE Nelle città contemporanee , come anticipato , lo spazio è un bene decisamente prezioso . Le esigenze abitative e lavorative sono sempre più impellenti e la scarsità di spazio spesso causa un passaggio in secondo piano dei luoghi dedicati alla vita sociale e al verde . Un tema che tocca tutti i grandi centri urbani e che spesso richiede una rilettura di quanto già a disposizione , con la ricerca soluzioni innovative e alternative . In questo senso , i basamenti degli edifici , siano essi nuovi o esistenti , offrono opportunità interessanti , tutte da cogliere . Questi spazi possono diventare nuovi luoghi finalizzati al miglioramento della vivibilità urbana , ospitando funzioni eterogenee e che vanno oltre il semplice ospitare negozi e attività commerciali , come si è fatto , invece , per tutto il secolo scorso . La necessità di dar vita a nuovi mix funzionali è concreta : sono cambiate le abitudini e anche le esigenze dei cittadini . Spazi culturali e ricreativi , aree verdi e dedicate al relax , luoghi per la collettività e per i servizi richiedono maggior diffusione e un ’ adeguata integrazione nel tessuto urbano esistente . I livelli di accessibilità possono essere diversi , passando dalla completa apertura al pubblico , fino alla generazione di ambienti destinati alla vita collettiva per gli abitanti di quell ’ edificio . Gli spazi comuni , anche condominiali , sono di importanza sempre maggiore e possono essere la soluzione per offrire alle persone luoghi di incontro , ma anche servizi condivisi in grado di rispondere alla carenza di offerta ( accessibile ) della stessa città . Utilizzare i basamenti per ospitare e sviluppare nuove funzioni , però , non è sempre semplice ed è necessaria la giusta sensibilità da parte sia delle amministrazioni , che dei progettisti , poi effettivi responsabili traduzione di concetti e idee in spazi e ambienti .
DALLA CRISI DEL COMMERCIO DI VICINATO , A UN NUOVO RAPPORTO EDIFICIO-STRADA L ’ esigenza di creare nuovi spazi accessibili e multifunzionali , rileggendo anche in modo innovativo il basamento dell ’ edificio è dettata anche dalla stessa crisi che sta vivendo - ormai da anni - il commercio di vicinato . Un tema , però , che porta a riflessioni anche in materia di mercato e operazioni immobiliari , con il dovere di chiedersi quali siano le modalità per favorire la nascita di questi nuovi spazi , potenzialmente vitali sia per le città , che per i cittadini . Ne parla Alessandro Maggioni , Presidente di Confcooperative Habitat Lombardia dal 2004 al 2018 e Presidente nazionale di Confcooperative Habitat dal giugno del 2014 , con particolare sensibilità in merito al tema della vivibilità . Secondo l ’ architetto , per rendere le città abitabili , sono fondamentali più spazi urbani vitali . Ma cosa significa ? Le difficoltà del commercio di vicinato , sfidato sia dalla grande distribuzione , che dal commercio online , portano altresì a criticità urbane quali spazi dismessi e abbandonati , a loro volta responsabili anche di strade meno frequentate e vissute . A ciò , si sommano la crisi immobiliare e uno sviluppo urbano guidato dalla rendita fondiaria , tale da rendere prioritario il profitto rispetto alla vivibilità . È tempo , però , di considerare seriamente nuovi approcci , capaci di andare oltre il solo ripristino di spazi commerciali da mettere a reddito , ampliando la prospettiva e restituendo valore al tema della vitalità urbana e dell ’ attrattività . Il Comune di Milano ha già tracciato una possibile strada nel Piano dei Servizi del PGT , in cui è stato sancito che gli spazi alla base dell ’ edificio destinati a usi non lucrativi , sarebbero tolti dal calcolo della Superficie Lorda di Pavimento . Un fattore di interesse per gli operatori
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