Showroom Giugno/Luglio 2024 | Page 24

approfondimenti

COSA È E COSA NON È LA PORTA OGGI Tornando alla porta , per l ’ architetto e per il privato è “ arredo ”, dunque da trattare secondo logiche coerenti , sia per metterne in evidenza la presenza , sia per renderla invisibile e mimetica . La chiave di aggiornamento è oggi la “ flessibilità ”, che passa anche attraverso la personalizzazione dei sistemi per disegnare quinte domestiche e spazi particolari . Altro elemento sui cui si concentra l ’ innovazione è l ’ impatto ambientale : l ’ eco-compatibilità è in primo piano . Federlegno-Arredo ha elaborato un percorso di eco-valutazione che certifica l ’ uso di vernici all ’ acqua , il controllo della formaldeide , dei VOC , la riciclabilità degli imballi . Di fatto non esiste , però , un percorso progettuale tracciato sull ’ adattamento domestico riferito alla metamorfosi dello stile di vita e alle potenzialità di trasformabilità e di personalizzazione , nel corso della vita dell ’ oggetto porta . Da una parte questo è dovuto a una domanda immobiliare fuorviante : le aziende rispondono a un mercato immobiliare inerziale che replica i modelli “ innovativi ” che risalgono , in buona sostanza a cinquant ’ anni fa e che generano domande simili a quelle del passato . Dall ’ altra la progettualità delle aziende , ma anche degli interior designer e degli architetti , sull ’ oggetto porta è limitata . L ’ innovazione orientata a una potenziale “ rivoluzione ” non è ancora un percorso sperimentato . Abbiamo già detto tutto sulla porta ? Verrebbe da affermare che si , abbiamo detto molto , ma c ’ è ancora un grande spazio di aggiornamento lavorando in termini multidisciplinari , cogliendo i segnali di cambiamento .
LA NUOVA VITA ARTISTICA ED ECOLOGICA DELLE PORTE USATE Sulla scia della ricerca di differenti visioni , citiamo due progetti di notevole interesse che interpretano la porta usata come perfetto rivestimento per rivestire le facciate , offrendo il vantaggio di essere un elemento modulare personalizzabile per colore e finitura materica . 1000 doors a Jongno , Seoul è un progetto artistico di Choi Jeong Jwa realizzato usando circa mille porte colorate di recupero per dare nuova identità visiva alla costruzione . L ’ edificio preesistente , anonimo , si è trasformato , attraverso il rivestimento della facciata , in un riferimento urbano con la duplice valenza di richiamare le scelte di colore individuali dei precedenti fruitori delle porte in un atto di identificazione collettiva . Altro esempio significativo , nel 2015 lo studio Encore Jeureux progettò il Circular Pavillon , nei pressi dell ’ Hotle de Ville , a Parigi . Si trattava di un padiglione , una struttura temporanea sperimentale composta con materiale di riuso . Il del Padiglione prende , infatti , il nome non dalla forma , mai dalla circolarità d ’ uso dei materiali . La facciata è rivestita di 180 porte di legno recuperate dalla riqualificazione di un edificio residenziale . La lana di roccia dei pannelli per l ’ isolamento termico è stata ripresa dallo smantellamento di un supermercato , tutti i materiali sono stati recuperati . Il padiglione è stato poi smontato e rimontato nel 15esimo arrondissement di Parigi ed è diventato sede di associazioni sportive .
1000 doors a Jongno , Seoul di Choi Jeong
Circular Pavillon , Parigi dello studio Encore Jeureux
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