rata in modo non invasivo che mentre si infittisce solleva domande inquietanti sulla natura e sull’eticità della tecnologia aliena che stiamo usando così a cuor leggero.
Si perchè, quasi eccezionalmente per un puzzle game, in “the
swapper” la storia c’ è ed è anche importante.
Riprendendo il classico tema fantascientifico della stazione spaziale misteriosamente abbandonata, la storia di The Swapper si
sviluppa esplorando le drammatiche conseguenze dell’incontro
tra due forme di vita tremendamente diverse; ponendo come
la miglior fantascienza sa fare, domande filosofiche sulla natura
dell’ ”essere” al quale giustamente non pretende di trovare risposte certe.
Il comparto audio e video è spettacolare e si amalgama perfettamente con la storia e il gameplay.
Gli scenari sono magnifici perchè costruiti a mano e poi adattati
ad ambienti di gioco con l’aggiunta di un’ ottima e soffusa illuminazione.
Questa tecnica rende the swapper una vera delizia per gli occhi e riesce a dare un grande
senso di tridimensionalità in
un gioco che di dimensioni ne
usa solo due.
La colonna sonora, eterea e
punteggiata da note soffuse e
da eco lontani è la compagna
ideale per l’esplorazione della stazione Theseus.
L’unica pecca che si può trovare, è che forse dura troppo poco,
i puzzle sono complessi ma mai frustranti e risolverli è sempre
soddisfacente, tanto che ne avremmo voluti altri ma la longevità
è comunque nella media per un indie.
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