- Mi dia retta, Herr Hauptmann, meglio rallentare. Non vorrà
destare qualche sospetto? Fabian Von Spee eseguì, trattenendo un improperio. Accidenti a lui, era un capitano del controspionaggio dell’Abwehr
non un semplice autista!
- Quando saremo arrivati cosa devo fare? - chiese invece,
strozzando l’orgoglio in gola.
- Nulla. - rispose secco Herr Schmidt.
Fabian cercò d’incrociare di nuovo lo sguardo del misterioso
passeggero dallo specchietto e, per un attimo, quei due occhi piccoli e gelidi lo fissarono di rimando.
- Dovrà aspettarmi e riportarmi dove mi ha raccolto. - terminò Herr Schmidt.
- Tutto qua? Nessuna risposta.
- Quanto dovrò aspettare? - insistette Fabian, mentre seguendo la stradina girava dietro un filare di case basse a un’andatura moderata.
- Non ci metterò molto. -
Forse è meglio così, si disse. Meno sapeva meglio era: se fossero stati scoperti e qualcosa non fosse andato per il verso
giusto, l’unico loro destino sarebbe stato il plotone d’esecuzione; almeno così non avrebbe potuto rivelare dettagli che
compromettessero la missione.
Fabian non sapeva perché l’ammiraglio Canaris ritenesse
così importante questo viaggio a Rastenburg. D’altronde era
Von Stauffenberg il punto cardine dell’operazione, l’unico
che non doveva fallire...
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