Bea Em Up
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Il sistema di gioco utilizza dadi poliedrici, già usati in GdR come
D&D e Pathfinder, con una meccanica di progressione dei dadi
base in step, che aumentano grazie a utilizzi di abilità e poteri. Quindi se la nostra Forza indica di tirare 1d6 (un dado a 6
facce) di base e dobbiamo Combattere con Coltello di livello 1,
aumenteremo di uno step il dado portandolo ad 1d8 (dado a 8
facce) quando attaccheremo con la lama. Una serie di difficoltà
(D) stabilite dagli eventi o dallo Sceneggiatore, indicheranno se
avremo successo o meno. Colpendo causeremo danni generici,
ma con un colpo mirato potremmo danneggiare aree specifiche,
che sono tutte regolamentate e ognuna dispone dei propri Punti
Salute. I giocatori, oltre alle azioni, dispongono di Reazioni con
cui schivare o parare i colpi avversari. Il sistema è funzionale e
anche abbastanza semplice. Questo copre tutti gli aspetti della fisica quotidiana, come cadute, colpi, azioni atletiche, fino ad
eventi atmosferici e malattie mentali. Le armi e le protezioni,
anche loro abbastanza semplici da utilizzare, seguono il classico
“fare più danni e assorbirli”.
Conclusioni
UH e Terra Z è una delle migliori ambientazioni italiane di GDR
degli ultimi anni, avevamo visto un tale sforzo solo in Sine Requie, con il valore aggiunto dell’appeal dei supereroi. I poteri, la
parte migliore in assoluto, sono tantissimi e permettono di creare alter ego degni delle migliori produzioni americane, vivendo
atmosfere viste solo in Exalted. Il sistema di gioco fa il suo sporco lavoro, non inceppando mai la narrazione. Infine la grafica e
le illustrazioni hanno il pregio di essere dannatamente in linea
con lo stile anni ‘80 del titolo, anche se non tutte proprio all’altezza. Passiamo però alle note dolenti. Il lavoro svolto nel dare
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