A quel punto, il panico prese il sopravvento.
Mi misi a correre istericamente, lasciando che la paura s’impadronisse del mio corpo, ma per quanto lontano fossi andato, per
quante strade ero certo di aver cambiato, tornavo davanti a quello scaffale incompleto.
- Ti starai chiedendo il motivo di questa “storia infinita”, o forse
sbaglio? Urlai. Ero così preso dall’agitazione che mi ritrovai ad urlare
quando, voltandomi, invece dello scaffale trovai un vecchio.
Questi si mise a ridere.
- Di’ un po’, ragazzo, ti sembra il modo di comportarsi alla presenza di una persona anziana? Mi rendo conto di essere molto
vecchio, ma non pensavo di essere così spaventoso. - mi canzonò, continuando a ridacchiare, poi l’espressione del suo volto
si fece più seria. - In effetti molti mi considerano spaventoso, ma
questa è un’altra storia. Mi misi una mano sul petto, quasi volessi trattenere il mio cuore
che batteva all’impazzata. - Lei… lei chi...? - Il proprietario della biblioteca. - rispose -Tu devi essere il custode. - Lo sono. - dissi, riprendendo il controllo su me stesso. Calmandomi, altre domande affiorarono nella mia mente - Un momento, ma lei per quale motivo è qui? Per quale motivo mi ha
assunto per custodire la sua biblioteca se poi di notte anche lei si
trova qui? Il vecchio sospirò e scrollò le spalle, sistemandosi la giacca un po’
trasandata che indossava. - Non dovrei essere qui, infatti - spiegò. - Sono qui per il semplice fatto che le cose non sono andate
come sarebbero dovute andare. - In che senso, scusi? - chiesi, perplesso. - Se intende che ho abbandonato la mia… - M’interruppe prima che avessi modo di
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