Crepitii e immagini disturbate pervasero gli schermi. Il miglioramento non era così radicale rispetto all’osservazione di poche
ore prima.
Il Comandante guardò Filarch che stava registrando delle note
personali su un foglio olografico:
- Non è possibile! A questa distanza dovremmo essere in grado
perlomeno di vedere la superficie con chiarezza! E non ci sta arrivando nessun tipo di dato né dall’ analisi termica né da altro! -Sembra che qualunque cosa sia in atto, è in grado di impedire il
processo di informazioni di origine tecnologica - Che intende dire? - chiese Hirsch
- A occhio nudo siamo in grado da qui di vedere la forma delle
terre emerse, si vede bene che quello è un canale, forse un fiume,
che taglia in due quello strano continente a nord, osserviamo
variazioni di verde e azzurro, insomma attraverso un’ analisi diretta siamo in grado di vedere qualcosa. Ma ci è impedito l’osservazione tramite strumentazione - Aveva ragione lei Hirsch. L’ interferenza è chiaramente indotta.
Vogliono nascondersi. Questi indigeni sono pericolosi - disse
Hellerbloum sommessamente.
Le navette intanto si erano avvicinate di molto al pianeta. Il canale audio collettivo si riempì della voce di uno dei piloti:
- AURIGA, qui Hawck. Voglio scendere di quota per provare a
migliorare la ricezione - No, fermo! Non ti avvicinare! Inverti la rotta! Non scendere
di quota! - urlò Hirsch, inviando contemporaneamente un programma di controllo in remoto del velivolo.
Ma solo il silenzio rispose.
L’ altro velivolo decise saggiamente di non seguire il compagno e
si mantenne sopra il livello atmosferico.
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