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L’angolo delle recensioni con lo sciamano della pigna Antichamber La prima volta che ho sentito l’espressione inglese mind-bending (lett. piega-mente) è stata a riguardo della musica dei Tool e dei tempi irregolari estremamente complessi che questi ultimi utilizzano; ho trovato che fosse un modo estremamente calzante per descrivere quella sensazione di disorientamento quasi onirica che si prova quando ci si trova di fronte a qualcosa di completamente diverso da quello a cui si è abituati. Mind-bending per l’appunto è il modo migliore per descrivere l’esperienza di gioco di Antichamber. Antichamber, titolo indie di recente uscita, è un puzzle game con visuale in prima persona che fa uso della geometria non euclidea e si inspira ai lavori di M.C.Escher. In parole povere nel mondo virtuale di antichamber lo spazio, la fisica e la materia si comportano in modo diverso da ciò a cui siamo abituati. I puzzle, che sono il cuore del gioco, si divertono a giocare con questi elementi, costringendo il giocatore a sperimentare e a pensare in modo anticonvenzionale. 61