SB Storie Bizzarre SB N2 | Page 56

Giovedì pomeriggio di Paul Inno Oro. Color oro. Tutto ne era intinto. Tutto rifletteva quel lucente colore e lo distribuiva sui corpi e sulla distesa di sabbia. Non avrei saputo dire che ora fosse, non avrei forse nemmeno saputo dire che giorno fosse. Giovedì? Giovedì pomeriggio, credo. Qualcuno mi aspettava per cena, o almeno così mi sembrava, ma non ricordavo chi fosse. E non era importante. Onde lunghe. Creste di spuma arancione. Riflessi neri incastrati nella luce accecante del sole riflessa dall’acqua salata. Misteri sommersi, sirene insabbiate, storia del mondo inzuppata e catturata dalle rocce nelle profondità. E mentre anche io lasciavo che la luce intensa dipingesse il mio corpo e la mia mente con quel colore magico, a pochi passi da me un gruppetto di ragazzi si godeva le ultime ore di sole chiacchierando seduti sulla sabbia. Le loro sagome, controluce, erano figure marrone scuro dalle quali, di tanto in tanto, sfuggiva un riflesso, un cono di luce, una linea colorata che mi lasciava intuire ora la catenina alla caviglia della ragazza, ora la scritta sul cappellino di uno dei ragazzi. Cafè Boogaloova. Tuttavia in quel momento non aveva importanza quasi niente, se non godere di quella luce, di quel calore, di quella tonalità che riempiva i buchi neri della mia strana vita. Gli occhi socchiusi, le gambe piegate con i piedi sotto la sabbia, le mani giunte sopra le ginocchia. In quel momento ero solo quello. Una figura piatta stagliata su un fondo oro. Un pezzo di cartone ritagliato ed incollato su un universo bidimensionale. Poi un grido. Una ragazza aveva gridato e mi aveva allontanato forse definiti56