monitor retrovisore giungono le inquietanti immagini in tempo
reale delle autovetture fluttuanti alle calcagna. In un baleno le
fiancate e i tettucci di quei mezzi si rivoltano palesando le insegne dei caccia-overcraft di stato, evidentemente mandati proprio dal suo adirato padre, ormai consapevole della cospirazione della figlia. Per le lacrime, per i tentativi di riconciliazione o
chiarimento, non v’è più tempo ormai.
Non sono solo poesie e universi ignoti di eros e tenerezza quelli
scoperti da Zaira attraverso la carne inquieta e negletta di Raul.
A suo tempo era stato proprio l’inflessibile padre di lei, il temuto
Pretore terrestre, a capo di una spedizione governativa segreta su Marte ad appropriarsi del più grande segreto del pianeta
rosso, il suo nucleo. Alle estreme profondità del Nuovo Mondo,
infatti, non c’è solo il ghiaccio da cui è stata in seguito ottenuta
l’aria. Nel cuore ? è proprio il caso di usare questo termine ? di
tale nocciolo glaciale, giace una vera e propria creatura viva, un
vegetale dall’aspetto cristallino, capace perfino di auto-rigenerarsi e di sdoppiarsi.
Il solo problema era che i pionieri della regione est di Marte,
tutti discendenti di comunità di minatori, vi erano giunti per
primi. Non solo. Essi avevano anche scoperto che il vegetale ha
lo straordinario potere di rendere fertile anche il suolo brullo e
arido di quel pianeta all’epoca ancora invivibile. Certo, se solo lo
si potesse estrarre dalle profondità e portare a contatto con l’aria
prima che muoia! Ma la Lega Terrestre non avrebbe mai potuto
permettere che tutto ciò fosse rivelato, giacché per le industrie
governative sarebbe stata la fine. E questo perché Marte sarebbe
divenuto totalmente autosufficiente.
C’è stata una guerra di cui nessuno ha mai potuto o voluto parlare, al termine della quale i minatori ribelli, rei soltanto di aver
cercato di regalare la vita e la libertà al proprio Paese, furono
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