Il giovane e ardimentoso Raul, figlio del capo anziano dei branchii, è il più ostinato, impertinente e prepotente cocciuto che
Zaira abbia mai conosciuto … e la cosa più bella che le si sia mai
posata sul cuore!
Era un freddo e piovoso giorno di dicembre del 2038. La giovane, come sempre inguainata nella sua impenetrabile corazza
biomeccanica d’ordinanza, era proprio sulle tracce di Raul e del
suo gruppo, scoperto dopo mesi di intercettazioni nei laboratori illegali, gli stessi dai quali i branchii craccavano i sogni dalle
banche dati di Stato per riciclarli e rivenderli alle cliniche clandestine, scorporati delle tasse. E proprio quando lei avrebbe dovuto fermarli e mettere il laccio inibitore di movimenti al collo del giovane capobanda, accadde l’imprevedibile. Un grande,
soffocante e dolce laccio invisibile travolse nella sua tenera morsa Zaira e Raul, insieme. Per lei il giovane rinnegato appariva
all’improvviso come il sogno d’infanzia esiliato per troppo tempo in soffitta. Ne sfiorava la pelle seguendo i solchi delle spalle
e del torace, così come si scarta un dono prezioso, con la medesima curiosa voracità, come quando si aggredisce per celare la
ricerca di protezione. Raul è stato il suo mondo segreto, la scoperta di una cultura nomade fatta di balli, poesie da sussurrare
su un giaciglio di incensi notturni e ghiri canterini. E la scoperta
di punti di vista a lei ancora sconosciuti.
Condurre una doppia esistenza richiede sempre una pesante
contropartita.
Adesso la vita sta esigendo il suo conto, mascherandosi da spie
governative. Ecco perché Zaira sta correndo veloce nella sua
macchina volante, nonostante la forte perturbazione. Dal suo
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