una porta. Nessuno di noi si era accorto che ci fosse.
Entrarono tutti e chiusero. Con rabbia ci avventammo su quella
porta ma era solida, inscalfibile, invalicabile.
Mentre gli altri graffiavano e mordevano quella barriera, mi voltai torcendo lentamente la testa.
Altri uomini erano arrivati e non li avevamo notati. Avevano
delle bombole a spalla e impugnature collegate con un tubo da
cui balenavano piccole fiammelle.
Lanciafiamme.
Urlai per avvertire tutti del pericolo, ma ormai eravamo noi in
trappola. Il fuoco illuminò e avvolse tutto. Percepii solo la luce
intorno a me. Non potevo sentire il calore e neppure il dolore.
Potevo solo bruciare e così fu. Per tutti noi.
Il buio assoluto mi sommerse.
Ero finalmente libero? Ero un non-morto, morto?
Non so quanto tempo sia passato.
Lentamente mi sveglio. Uno zombi non si risveglia, semmai si
rianima. Non so descrivere la mia sensazione, ma mi rendo conto di essere legato. Su un lettino. Loro sono tutti intorno e si sono
accorti che mi sono ripreso.
Torco la testa e vedo il mio corpo bruciato. Non è tanto peggiorato in fondo, è solo abbrustolito.
Mi agito, ringhio, sbavo, ma sono impotente così legato.
Stanno facendo qualcosa su di me. Hanno siringhe, alambicchi,
attrezzature mediche. Forse cercano una cura. Forse l’ hanno
trovata.
Forse possono curarmi.
- Può funzionare dottore? - Non lo so, ma ho isolato il virus che mantiene la vita in questi
mostri. Proveremo su questo e se riesce a spegnerlo avremo la
nostra arma. 29