SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 171

tutti i motivi per preoccuparsi. Al sacco poteva anche venire di provvedere da sé alla cena, di solito cenava a quell’ora là. A quest’eventualità non voleva nemmeno pensarci, brrr. Dare da mangiare al sacco ad intervalli regolari era senza dubbio, e di gran lunga, l’accorgimento migliore per farlo star buono. Dopo aver mangiato, infatti, sazio e rifocillato, tendeva ad addormentarsi e per un po’ di tempo non c’era pericolo. Ora però sembrava cominciasse a dare i primi segni di inquietudine. Con la coda dell’occhio Willy poteva accorgersi che il sacco tremava leggermente in corrispondenza di dove, secondo i suoi calcoli, si trovava lo stomaco. Per la prima volta da quando maneggiava quei sacchi particolari, Willy la renna provò una certa paura. Gli avevano detto semplicemente che la notte di Natale il suo compito consisteva nel lasciare un po’ di quei sacchi in una dozzina o poco più di abitazioni, di correre via come il vento e non preoccuparsi di nient’altro. Non era esattamente per Babbo Natale che lavorava. C’era gran fermento in Lapponia, sorgevano nuove attività, nuove fabbrichette. Presto si sarebbero messe a far concorrenza allo stesso Babbo nel business natalizio. Come prima cosa occorreva screditare il vecchio monopolista. Willy, dapprincipio, credeva di essere d’accordo. Lui stesso era stato licenziato da Babbo per una stupida storia di ghiande mancanti di cui l’avevano incolpato senza dargli modo di spiegarsi. Era stato profondamente ingiusto, aveva provato un grande rancore verso il suo ex-datore di lavoro e le sue ex-colleghe renne che non avevano mosso uno zoccolo per difenderlo. 171