tutti i motivi per preoccuparsi. Al sacco poteva anche venire
di provvedere da sé alla cena, di solito cenava a quell’ora là.
A quest’eventualità non voleva nemmeno pensarci, brrr.
Dare da mangiare al sacco ad intervalli regolari era senza
dubbio, e di gran lunga, l’accorgimento migliore per farlo
star buono. Dopo aver mangiato, infatti, sazio e rifocillato,
tendeva ad addormentarsi e per un po’ di tempo non c’era
pericolo.
Ora però sembrava cominciasse a dare i primi segni di
inquietudine. Con la coda dell’occhio Willy poteva accorgersi
che il sacco tremava leggermente in corrispondenza di dove,
secondo i suoi calcoli, si trovava lo stomaco.
Per la prima volta da quando maneggiava quei sacchi
particolari, Willy la renna provò una certa paura.
Gli avevano detto semplicemente che la notte di Natale il suo
compito consisteva nel lasciare un po’ di quei sacchi in una
dozzina o poco più di abitazioni, di correre via come il vento
e non preoccuparsi di nient’altro.
Non era esattamente per Babbo Natale che lavorava. C’era
gran fermento in Lapponia, sorgevano nuove attività, nuove
fabbrichette. Presto si sarebbero messe a far concorrenza
allo stesso Babbo nel business natalizio. Come prima cosa
occorreva screditare il vecchio monopolista.
Willy, dapprincipio, credeva di essere d’accordo. Lui stesso
era stato licenziato da Babbo per una stupida storia di ghiande
mancanti di cui l’avevano incolpato senza dargli modo di
spiegarsi. Era stato profondamente ingiusto, aveva provato
un grande rancore verso il suo ex-datore di lavoro e le sue
ex-colleghe renne che non avevano mosso uno zoccolo per
difenderlo.
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