SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Seite 157

finirai come Paul. Avresti un pessimo sapore. - Si inarcò all’indietro, caricando il colpo con la mazza da baseball. Allora scattai: distesi le gambe e le ruotai con forza, colpendola dietro le ginocchia. Lei lanciò un urlo e cadde al suolo, battendo la testa. Ebbi qualche istante per strisciare verso la pala e strofinare il nastro adesivo che mi serrava i polsi sull’orlo affilato dell’attrezzo, poi un colpo sferrato con forza sovrannaturale mi scagliò lontano. Per poco non persi i sensi, ma l’urto aveva rotto il nastro già indebolito. Lasciai che si avvicinasse di nuovo, poi con un calcio le spinsi addosso una montagna di scatoloni. Mentre era ancora sepolta mi liberai le caviglie, poi presi la pala e la colpii sul collo, usandola come con una spada. Ripetutamente. Chiamai la polizia. Quando si presentarono gli agenti cercai di abbozzare una spiegazione razionale. Fui arrestato. Ci fu un processo: la pubblica accusa semplicemente non riuscì a convincere la giuria che uno scrittore fallito come me avesse potuto far fuori tutta quella gente, e per quanto incredibile potesse essere, alla fine la colpa venne addossata a Megan. Venni liberato. Mentre ero dentro, però, la casa editrice mi aveva licenziato per non essere associata ad un caso di omicidio plurimo aggravato. Ne fui felice, motivo per cui non accettai l’offerta di essere reintegrato nello staff a innocenza dimostrata. Nonostante i ricordi di quella notte mi perseguitino tuttora, vivo la mia vita più serenamente. Ho rivalutato la mia mancanza di talento nella scrittura: mi ha salvato la vita, dopotutto. E quel che è meglio, Megan è morta. Ma c’è una cosa che ancora non capisco. Perché Megan sentiva il bisogno di pubblicare le storie di cui si nutriva? Soprattutto l’ultima, così esplicita, chiaramente elaborata 157