SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 109

precedente allo sparo. Se una scarica di terrore, o di voglia di vivere o di quello che vi pare, mi colpisse in questo momento, potrei ancora anticiparlo e gettarmi a terra, per poi sgattaiolare via approfittando dell’incertezza delle sue dita insensibili. Ma c’è anche la possibilità che il rinculo dello sparo lo faccia sbilanciare all’indietro, la sua postura è tutt’altro che salda, e questo mi consentirebbe di assalirlo e disarmarlo con estrema facilità. Lo guardo negli occhi, senza sbattere le palpebre. La pistola trema ancora mentre la sua mano regge il nulla, un vuoto a forma di rivoltella. Poi arriva lo sparo, assordante, netto, talmente percepibile che potrei disegnarne i contorni nell’aria. Ora siamo entrambi distesi a terra. C’è un alito di fumo che aleggia su di noi, sale verso il soffitto e odora di polvere bruciata. Siamo completamente immobili, figure speculari riverse sul pavimento. La spalla destra mi fa un male cane. Sollevo la testa quel tanto che basta per scorgere il suo corpo inerme, e poco distante vedo anche la rivoltella, solitaria sul pavimento, orfana di una mano che si allunghi per afferrarla. Poso le dita a terra per leggere il battito del suo cuore, ma sul marmo freddo non viaggia nessuna vibrazione, nessun movimento ritmico e tambureggiante che i polpastrelli possano tradurre in percezioni riconoscibili, nessun accenno di movimento, nessun muscolo che si contragga per prepararsi all’azione. Soltanto un grande silenzio. 109