SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 107

mento in cui lui compare sulla soglia, impugnando una piccola rivoltella nella mano destra, mi accorgo che tutta quella discrezione è semplicemente dovuta alle sue pessime condizioni fisiche: sembra a malapena in grado di reggersi in piedi, e il suo aspetto malandato, addirittura peggiore di come lo ricordassi, traspare dalle ciocche untuose che gli ricadono sulla fronte e sulle tempie, dalle unghie ingiallite, dai lembi della camicia che fuoriescono dai calzoni, sgualciti e logori. Poggia l’intero peso del corpo su un’unica gamba, la destra, segno che da quella parte conserva ancora un barlume di sensibilità; di contro, il braccio e la gamba sinistra paiono quasi inermi, come inutili appendici attaccate al tronco. L’epidermide è un atlante di vecchie ustioni. Non dice niente. Si limita ad alzare con fatica il braccio che regge la pistola, mentre le sue dita incerte cercano il grilletto e prendono ad accarezzarlo in modo goffo, neanche lontanamente minaccioso. La sua mano e la pistola sono due entità distinte e lontane, ho questa impressione: le dita non sentono il metallo più di quanto il metallo non senta il contatto con la carne. - Ti aspettavo- gli dico, e il suo cuore sobbalza. Lo sento sui polpastrelli. Lui respira piano, dalla bocca. Sta per dire qualcosa, ma la rivoltella comincia a tremare e per poco non gli scivola via dalla mano. - Maledizione - impreca a denti serrati, guardando la pistola. - La sento a malapena. Il peso lo sento, ed è la parte peggiore: sentire il peso di una cosa che per la tua mano quasi non esiste. È come sentire il peso di un fantasma. Ma tu non hai di questi problemi, vero? - fa un cenno verso di me agitando la pistola. - No, non li hai. Siamo il positivo e il 107