Redux (PT.2)
Di Da
vide T
arò
Leggi la prima parte del racconto su SB 1.1
CENTOCINQUANTA ANNI DOPO IL GIORNO IN CUI GLI
ESSERI UMANI RIMASERO IMMOBILI.
Manuele Terzo, L’Araldo prescelto, oggi viaggia in prima
classe.
È il solo passeggero della carrozza.
Il treno è un velivolo super veloce diretto verso la sua
destinazione finale, verso LA CITTÀ MATRICE.
LA CITTÀ, comunemente chiamata, che era situata dall’altra
parte della costa, un luogo soleggiato e baciato dal mare, era
l’unico luogo che si potesse definire in quel modo in quasi tutta
la Nazione, non che la popolazione l’avesse propriamente
scelto, ma coercitivamente assunto da chi popolava ora le
vie e gli appartamenti più lussuosi della città, quello sì.
Si calcolava che al mondo, LA CITTÀ MATRICE fosse al terzo
posto come presenza di multimiliardari che avevano deciso
di stabilirsi tra le sue mura.
Un perché c’era sempre stato.
Ed era proprio a causa di quel perché, che L’Araldo stava
andando lì.
Gioca con le dita Manuele Terzo, punta il pollice sull’indice
come se volesse essere certo della sua presenza fisica,
dell’essere lì ed ora, ripete l’operazione meccanicamente
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