SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Página 45

ammasso di schegge di vetro colorate - Se sono morto, non posso morire, e se non lo sono...se mi uccidessi, morirei! Pensò in quel momento così emozionalmente devastato da spingerlo ad una decisione tanto critica. Si buttò. Avrebbe voluto viversi l’attimo in cui fluttuava nell’aria, ma come fece per lanciarsi nel vuoto si ritrovò ai piedi di un albero, guardò su, notava il riflesso variopinto dei vetrini, ma era lontano, tanto. Aveva fatto un volo di trenta metri circa. Non capiva. Nè la fame nè la sete inquinavano ciò che stava vivendo, ma il freddo, quello sì che lo aveva avvertito. Maltrattato da quella turbolenta esplosione di sensazioni e sentimenti che lo avevano pervaso, si sentiva sfinito, alzò lo sguardo verso il cielo e notò i rami dell albero storti e secchi bucare lo scenario in bianco e nero nel quale si era catapultato. Si guardò intorno, sentiva la presenza di qualcuno e affacciandosi ai lati del troncò vide seduta, con le braccia allacciate intorno alle gambe, una bambina; aveva i capelli scuri minuziosamente divisi e intrecciati, il viso pallido e due occhioni neri che fissavano il vuoto o qualcosa di invisibile agli occhi di chi la stesse guardando, il vestito bianco e scarpe nere gli diedero la consapevolezza della surrealtà di quella figura e delle sue tinte perfettamente intonate a tutto il resto, come in una vecchia cartolina. Ferma e taciturna lo guardò e lui fece lo stesso. - Ciao! - gli disse accarezzando la testolina microscopica poggiata come un monile su un collo affusolato e sottile, tanto da dare l impressione che gli pesasse, ma tutt’ altro era il suo ingombro. 45