un’intensità altissima, seppur con sedute di allenamento molto brevi. Un metodo che in alcune fasi dell’anno sembra essere “ludico”, più adatto al settore giovanile che ad una prima squadra che vive di risultati sul campo. L’innovazione stava nel fatto che si potesse preparare un gruppo ad affrontare una stagione eliminando la parte più noiosa degli allenamenti, la parte più dura anche psicologicamente, appunto la corsa senza pallone, sostituendola ad esercitazioni per lo più tattiche, incentrate sul possesso di palla (caratteristica fondante del gioco dell’allenatore spagnolo). Tutto questo concorda con la nuova linea di pensiero che prevede che la potenza aerobica nel calcio si possa allenare anche con la palla, il che dà appunto la possibilità di lavorare anche sull’aspetto tecnico-tattico, oltre che ad allenare altre qualità come la rapidità e l’esplosività.
gioco dell’allenatore spagnolo). Tutto questo concorda con la nuova linea di pensiero che prevede che la potenza aerobica nel calcio si possa allenare anche con la palla, il che dà appunto la possibilità di lavorare anche sull’aspetto tecnico-tattico, oltre che ad allenare altre qualità come la rapidità e l’esplosività. Ma la Roma non è mai sembrata in grado di giocare sugli stessi ritmi per 90 minuti, subendo dei cali evidentissimi nei secondi tempi, e forse la causa si può trovare nelle sedute d’allenamento troppo brevi. I giallorossi sono i giocatori che hanno goduto di più giorni di riposo durante la stagione (favoriti anche dall’assenza di coppe) e quelli che si sono allenati di meno. Purtroppo tutto ciò appariva evidente in campo, basti pensare a partite come Juventus-Roma di Coppa Italia, in cui i giocatori di Conte (che ha anche velatamente accusato i
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