RomaGiallorossa.it webmagazine Jun. 2012 | Page 45

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fece esordire in prima squadra si accorge dell’eresia commessa da Luis Enrique: “Non si può far giocare De Rossi in difesa”. Ma da professionista esemplare quale è sempre stato, De Rossi non si è mai ribellato, anzi, ha sempre difeso le scelte di Luis Enrique definendolo sin dai primi giorni uno dei migliori allenatori che lo abbia mai allenato. Non cambia idea neanche quando, in un pomeriggio bergamasco, Luis Enrique decide di punire un suo ritardo mandandolo in tribuna. Quel giorno la Roma perse 4-1 e nella squadra qualcosa si spezza. Da quel giorno De Rossi non è più stato il giocatore visto nella

prima parte della stagione: appare meno concentrato, quasi svogliato. In realtà, lui, per la sua squadra del cuore risponde sempre presente anche quando un problema al tallone gli crea un doloroso fastidio. Ma c’è anche chi addirittura pensa che dopo aver ottenuto il contratto dei suoi sogni, De Rossi abbia smesso di sacrificarsi per la Roma. Parole, queste, che possono essere pronunciate solo da chi non conosce l’amore di De Rossi per la Roma. De Rossi è sempre lo stesso ragazzo che qualche anno fa disse: “La Roma è il primo pensiero che faccio ogni mattina, è la cosa più importante che sta nel mio cuore dopo la mia famiglia”. O ancora: “Ho un solo rimpianto, quello di poter donare alla Roma solo una carriera”. O ancora quando la Roma è andata male: “Io la crisi della Roma me la porto dentro, nel cuore. Ci convivo anche quando vado a casa”. Parole quest’ultime che si