RIVISTA DEL VETRO sett/ott 2026 | Page 19

C i sono anniversari che si celebrano con un discorso e qualche fotografia. E poi ci sono quelli che si onorano con un investimento da 18 milioni di euro, un nuovo stabilimento di 9.000 metri quadrati e un’ opera d’ arte in vetro soffiato a Murano collocata davanti alla sede. Forel, fondata nel 1976 a Vallio di Roncade, in provincia di Treviso, ha scelto senza esitazione la seconda strada. Il messaggio è chiaro: i 50 anni non sono un traguardo, sono una partenza.

DALLE ORIGINI A OGGI: UNA VISIONE CHE PRECEDE IL MERCATO Tutto cominciò con un’ intuizione semplice quanto rivoluzionaria. Fortunato Vianello, meccanico di formazione con una passione viscerale per il vetro, riconobbe che l’ industria aveva bisogno di macchine che all’ epoca non esistevano ancora. Le prime le sviluppò in una piccola officina, insieme al fratello Elio. Dal nome dei due fratelli nacque il nome stesso dell’ azienda: Forel è l’ acronimo dei nomi Fortunato ed Elio. La vera svolta però arrivò quando Fortunato decise di scommettere sulla lavorazione verticale del vetro, in controtendenza rispetto alla tradizione orizzontale allora dominante. La sua convinzione, diventata negli anni quasi un manifesto filosofico dell’ azienda, era perentoria: « Il vetro nasce orizzontale, vive verticale e muore verticale ». Non era una provocazione: era una visione industriale che si sarebbe rivelata straordinariamente lungimirante. Negli anni Ottanta questa innovazione portò Forel all’ attenzione internazionale. Sulle fiere di settore, a partire dal Vitrum, l’ azienda iniziò a costruire la propria reputazione come protagonista del mercato globale. Un momento chiave fu il 1983, quando alla fiera Vitrum di Milano Forel presentò una macchina automatica per la piegatura dei profili distanziatori: una novità assoluta che segnò un ulteriore punto di rottura rispetto alle soluzioni esistenti. La crescita non fu priva di ostacoli. Ci furono battaglie
legali e momenti di pressione, ma ogni difficoltà si trasformò in carburante. Le sfide legate alla tutela della proprietà intellettuale, in particolare, diventarono parte integrante del percorso: un incentivo continuo a innovare, a brevettare, a restare sempre un passo avanti rispetto al mercato.
LA FAMIGLIA, IL TEAM, LE PERSONE Forel è ancora oggi un’ azienda di famiglia. La seconda generazione è pienamente operativa: Riccardo Vianello, figlio di Fortunato, ricopre il ruolo di Vicepresidente e guida la strategia di internazionalizzazione. Al suo fianco, con il ruolo di Direttore Generale, c’ è Stefano Savian, primo dipendente dell’ azienda e matricola numero 1, che da cinquant’ anni ne presidia lo sviluppo tecnico. Nadia Davanzo, moglie del fondatore, è membro del Consiglio di Amministrazione. Ma la forza di Forel non è solo nella famiglia Vianello. L’ azienda conta oggi oltre 300 dipendenti, molti dei quali presenti da decenni: un dato che racconta una cultura aziendale fatta di stabilità, fiducia reciproca e senso di appartenenza. Forel investe nella formazione dei giovani talenti e offre prospettive di lungo periodo, oltre a dotazioni che raramente si trovano in realtà manifatturiere di queste dimensioni: una mensa aziendale, impianti sportivi e una palestra interna, iniziative sociali e progetti culturali. « Il cliente sa che siamo sempre presenti, qualunque cosa accada. È questo che crea fiducia », ha dichiarato Fortunato Vianello. Una filosofia che si applica anche internamente: alle persone che lavorano in Forel viene offerta la stessa affidabilità che l’ azienda promette ai propri clienti.
IL NUOVO STABILIMENTO: COSTRUIRE IL FUTURO SUL TERRITORIO Il cinquantesimo anniversario è stato celebrato con un investimento concreto e misurabile: 18 milioni di euro destinati all’ ampliamento del sito produttivo di Vallio
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