CONSERVAZIONE Per la conservazione dei fusti di sigillante, al di là delle indicazioni che solitamente si trovano stampate direttamente sui contenitori o sulle schede tecniche, è buona norma evitare esposizioni estreme ad alte e basse temperature e, naturalmente, evitare qualsiasi esposizione alle intemperie; semplici regole di buonsenso che evitano il deterioramento o l’ alterazione del bene acquistato.
INDURIMENTO I sigillanti a due componenti sono progettati per raggiungere una determinata durezza in un periodo di tempo predeterminato se induritore( o catalizzatore) e base sono miscelati correttamente e nel giusto dosaggio( per i dettagli vedere la scheda tecnica del prodotto che utilizzate). Temperatura e umidità influenzano la rapidità con cui avviene la reazione di reticolazione / indurimento, generalmente sono indicate come ottimali per la lavorazione temperature comprese tra 15 ° e 25 ° C, temperature che in fase produttiva molto spesso non sono rispettate. Con temperatura di lavorazione bassa avremo un aumento del tempo di indurimento, se la temperatura fosse alta, avremo una diminuzione del tempo di indu-
rimento; la variabile temperatura è importante perché la diminuzione o l’ aumento della velocità di indurimento non sono proporzionali al variare della temperatura e potremmo osservare drastiche variazioni della velocità di indurimento al variare di pochi gradi centigradi( esempio indurimento accelerato a temperature oltre i 25 ° C) con possibilità di gelificazione all’ interno dei condotti dell’ e- strusore e conseguente bloccaggio del miscelatore. A temperatura bassa( inferiore a15 ° C), oltre alla reticolazione ritardata, potremmo avere un rischio di colature o perdita di adesione iniziale alle superfici di contatto sulle quali può formarsi umidità che va ad interferire con l’ adesione. La temperatura a cui si trovano i due componenti è cruciale anche per la fase di pompaggio, una bassa temperatura della massa significa un aumento della viscosità ed un conseguente aumento dello sforzo necessario per pompare il materiale nelle condutture dell’ estrusore( aumento delle pressioni di lavoro). L’ umidità è in generale meno influente sulla reazione chimica di indurimento, come già detto al limite può generare fenomeni di interferenza se condensa sulle superfici fredde dei substrati, tuttavia nel caso del poliuretano è uno dei parametri che bisogna tenere altamente in considerazione in quanto
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1-VERIFICA DELLA MISCELA ESTRUSA; in generale test vetro / vetro va bene per tutti i sigillanti e permette di valutare la resa estetica della miscela estrusa che deve risultare omogenea / monocolore, priva di bolle.
2-VERIFICA DEL TEMPO DI INDURIMENTO del sigillante; in generale la misura dello Shore A è adeguata, si può misurare nel tempo la durezza di un campione di massa estrusa con spessore regolare di almeno 6 mm, sapendo che entro 24h deve arrivare ad un valore all’ interno di un range noto; per i siliconi si può attuare preventivamente la prova dello“ snap time” con la quale si valuta il tempo di indurimento su una massa di prodotto estrusa in un piccolo contenitore nella quale è stato immerso un bastoncino da estrarre a tempo determinato per valutare l’ ottenimento della giusta consistenza elastica del prodotto.
3-VERIFICA DELL’ ADESIONE del sigillante alle superfici; attuabile su distanziatori e vetro( test di trazione, peel test, prova a farfalla), sostanzialmente è una prova di trazione con la quale si cerca di staccare il sigillante dalla superficie di contatto; una mancata adesione può significare un deficit del sigillante ma bisogna considerare anche eventuali contaminazioni del substrato( esempio vetro con residui di lavaggio) oppure l’ applicazione su un substrato non compatibile come ad esempio un prodotto polimerico.
Estruso su vetro, peel test Test adesione sigillante distanziatore
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