ECONOMIA La sindrome del “ mezzobicchierismo ”
ANDAMENTO DEL PIL IN VOLUME NELLE MAGGIORI ECONOMIE DELL ’ Ue 27 . IV TRIM . 2019 - I TRIM . 2024 ( INDICE T4-2019 = 100 )
105
100
95
90
85
80
75
Fonte : Eurostat , National Accounts
Italia Germania
LA DINAMICA DEGLI INVESTIMENTI Uno dei fattori di questa bassa crescita della produttività , spiega l ’ Istat , è la dinamica degli investimenti , per decenni rimasta inferiore alla media europea ( pur recuperando sensibilmente nell ’ ultimo triennio ). Debolezza che riguarda in particolare quelli in beni immateriali e nelle attrezzature ICT , le componenti che più incidono sull ’ ammodernamento dello stock di capitale . Il ritardo accumulato nei confronti della concorrenza estera è particolarmente sensibile nel digitale . Nonostante la recente accelerazione della trasformazione digitale delle imprese , il sistema produttivo italiano è ancora in ritardo rispetto alle altre maggiori economie dell ’ UE nell ’ adozione delle tecnologie più complesse e nello sviluppo delle competenze ICT tra i lavoratori .
Francia Spagna
IV I II III IV I II III IV I II III IV I II III IV I 19 2020 2021 2022 2023 24
Poco più della metà degli addetti delle imprese italiane è dotato di dispositivi connessi nello svolgimento del proprio lavoro ( 10 punti al di sotto della Germania ), e l ’ Italia è ultima fra i principali Paesi UE nell ’ adozione di software gestionali nell ’ organizzazione del lavoro e nella gestione delle informazioni . Solo il 5 % delle imprese italiane fa uso di tecnologie di Intelligenza Artificiale contro l ’ 8 % della media UE e l ’ 11 % della Germania . Se questo avviene non è per mancanza di consapevolezza da parte delle imprese : oltre l ’ 80 % di esse percepisce le potenzialità di queste tecnologie , ma l ’ ostacolo ad inserirle in azienda è da un lato la mancanza di competenze , dall ’ altro gli alti costi . Se la carenza di professionisti ICT è comune a tutta l ’ UE , in Italia il problema è più grave . Solo il 3,9 % degli occupati possiede questo tipo di competenze , con un livello e una crescita inferiori rispetto alle altre maggiori economie europee . In sintesi , per l ’ Istat il bicchiere non sarebbe solo mezzo vuoto , ma a rischio di ulteriore progressivo svuotamento . Ma se consideriamo un ’ altra fonte , l ’ ultimo Rapporto trimestrale “ Growth and economic well-being ” dell ’ OCSE , la visione vira decisamente verso il “ mezzo pieno ” e oltre . Secondo dati OCSE citati dall ’ economista Marco Fortis in un articolo de Il Sole 24 Ore , l ’ Italia “ è stata l ’ economia del G7 con la seconda più forte crescita del PIL pro capite nel decennio 2014-2023 (+ 1,1 % medio annuo ) dopo gli Stati Uniti (+ 1,7 %), ben davanti a Giappone e Regno Unito ( entrambi + 0,8 %), Francia e Germania (+ 0,7 %) e Canada (+ 0,4 %)”. Fortis sottolinea l ’ importanza della misurazione del PIL pro capite , perché depura la crescita economica dall ’ effetto del declino demografico italiano rispetto alle altre economie del G7 , che al contrario hanno avuto “ un significativo aumento del numero di abitanti e quindi del numero di consumatori , il primo motore del PIL ”. L ’ articolo prosegue analizzando le cause di questa buona performance dell ’ economia italiana . Una parte del merito può essere del superbonus , ma “ la causa del nuovo dinamismo della nostra economia non è solo dei superbonus ”. Si ritorna al tema della produttività , e questa volta con una visione diversa .“ Se si analizza la dinamica del valore aggiunto - spiega Fortis - si scopre che nel 2023 rispetto al 2019 l ’ Italia ha messo a segno importanti incrementi indicativi di progressi strutturali in termini di produttività e competitività , non soltanto nelle costruzioni ma anche in diversi altri settori . Infatti , nel confronto con i Paesi del G7 che presentano dati comparabili aggiornati , il valore aggiunto dell ’ Italia è cresciuto di gran lunga di più di quelli di Canada , Germania , Francia , Giappone e Regno Unito nella manifattura (+ 3,6 % nel 2020-2023 ), nel commercio , trasporti e turismo (+ 5,3 %) e anche nelle attività professionali , scientifiche , tecniche e di supporto amministrativo (+ 12,9 %)”. Qui un critico “ mezzovuotista ” obietterebbe che il recupero più forte è conseguenza di una precedente caduta più forte , ma Fortis fa notare che la crescita italiana “ in alcuni casi settoriali è risultata comparativamente la
50 Giugno-Luglio | 2024