RIVISTA DEL VETRO Giu/Lug 2026 | Page 31

contenitore strutturato di informazioni che accompagna il prodotto lungo tutta la sua vita utile, dalle caratteristiche tecniche ai dati ambientali, fino alle informazioni utili per riciclo e fine vita. Per il vetro piano includerà gli stessi dati della futura DoPC, in un formato digitale interoperabile, pensato per essere letto e integrato dai sistemi informatici lungo l’ intera filiera edile. Pensate al Passaporto Digitale di Prodotto come un cassetto fiscale per le DoP. Quella che oggi è una buona pratica— DoP automatizzate, dati di processo strutturati, calcolo LCA certificato— domani sarà semplicemente un requisito per restare sul mercato perché, ricordiamolo, senza DoP non si può vendere il prodotto. Costruire oggi un percorso di maturità digitale sulla documentazione di prodotto significa, di fatto, prepararsi al DPP senza dover affrontare un progetto separato.
Per il vetro piano, la novità più rilevante è la trasformazione della DoP in DoPC— Dichiarazione di Prestazione e Conformità— con l’ introduzione, accanto alle prestazioni fisiche che già conosciamo, anche degli indicatori di impatto ambientale derivati dall’ analisi del ciclo di vita( LCA). La transizione si attende inizi nel 2028 per concludersi nel 2031. Il punto importante per le vetrerie è che il dato ambientale di una vetrata isolante non potrà essere“ preso a prestito” da una EPD generica: dipende dai vetri utilizzati, ma anche dai dati specifici di chi assembla la vetrata— consumi energetici, fonti di approvvigionamento, gestione degli scarti. È, per costruzione, un calcolo che la vetreria deve essere in grado di produrre con i propri dati. Esattamente come oggi succede per il valore Ug, ma con la complessità che alcuni dei dati per il calcolo sono specifici della vetreria, in futuro un motore di calcolo certificato genererà l’ impatto ambientale specifico di ogni configurazione, da allegare alla DoPC. Chi oggi non ha ancora strutturato la generazione automatica della DoP, domani si troverà senza i mattoni per costruire la DoPC.
IL PASSAPORTO DIGITALE DI PRODOTTO: IL PROSSIMO ORIZZONTE C’ è un ulteriore tassello che conviene tenere sotto osservazione: il Passaporto Digitale di Prodotto( Digital Product Passport, DPP). Previsto dal nuovo CPR, il DPP è molto più di una DoP in formato digitale: è un
COSA FARE ADESSO Non c’ è una scadenza che obblighi a cambiare tutto entro domani. C’ è però un quadro normativo che si muove con coerenza in una sola direzione, e che mette progressivamente fuori gioco la gestione“ alla buona” della DoP. Tradotto in pratica, per una vetreria:
• smettere di considerare la DoP un adempimento da delegare al proprio fornitore di float;
• utilizzare strumenti di calcolo capaci di gestire composizioni miste— vetri, coating e intercalari di produttori diversi— alimentati con dati aggiornati( esistono molti software alternativi certificati, dal più generico WINSHELTER dell’ ENEA ad App più specifiche come glassAdvisor);
• prepararsi all’ aggiornamento di EN 410 ed EN 673 considerando l’ archivio storico come da rigenerare, non come un patrimonio da riutilizzare;
• integrare il calcolo della DoP nel gestionale aziendale, in modo che ad ogni ordine corrisponda una DoP coerente con la composizione reale e con le norme del momento( la maggior parte dei gestionali per vetrerie ha ormai integrato questa funzione, o possono facilmente svilupparne il collegamento con software esterni di calcolo);
• iniziare fin d’ ora a raccogliere e strutturare i dati di processo— consumi energetici, fonti, scarti— che serviranno presto per il dato ambientale di DoPC e DPP.
Fare le cose bene, sulla DoP, oggi è semplice. Domani sarà necessario.
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