RIVISTA DEL VETRO Giu/Lug 2025 | Page 85

I l settore della produzione del vetro è al centro di grandi trasformazioni, scatenate dalle sfide poste dalla volatilità dei costi energetici e dall’ esigenza di attuare percorsi di decarbonizzazione, conciliando il tutto con una importante crescita della domanda. Le aziende italiane del settore, con i loro 29.000 addetti e una produzione che rappresenta il 16 % della produzione vetraia europea, sono pienamente allineate con questi scenari. Secondo i dati di una ricerca condotta da Assovetro nel 2024, il 68 % delle aziende campione aveva già formalizzato una sua roadmap di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, iniziando ad attuare importanti cambiamenti sia nei processi industriali sia nei prodotti. Il vetro, con la sua riciclabilità virtualmente infinita, è un materiale privilegiato e fondamentale in settori quali le costruzioni, l’ automobile, l’ imballaggio e altri ancora; vive una contraddizione legata al fatto che l’ industria del vetro contribuisce alle emissioni globali per circa 95 milioni di tonnellate di CO 2 l’ anno. Processi altamente energivori come la fusione, tradizionalmente condotta in forni a gas a 1.500 gradi di temperatura, contribuiscono per l’ 80 % a queste emissioni. Lo step fondamentale, ovvero la conversione dell’ industria da forni tradizionali a versioni ibride e completamente elettriche, in questo senso è fondamentale: ciò non può avvenire dando il massimo risultato, però, senza accompagnare la transizione con l’ introduzione di tecnologie digitali legate all’ efficientamento energetico, dalla gestione dell’ energia all’ integrazione tra gestione energetica e di processo. Soluzioni digitali e connesse“ danno voce” ai processi di produzione del vetro trasformandoli in processi data-driven, che possono essere ottimizzati grazie a una visibilità completa su tutta la catena del valore. Questa trasparenza è la base per una efficace decarbonizzazione del settore.

DECARBONIZZAZIONE OLTRE IL FORNO DI FUSIONE Come detto, la transizione a nuove fonti energetiche per i forni di fusione è essenziale per l’ abbattimento di emissioni in un settore per il quale si prevede un raddoppio della domanda da qui al 2050. Esiste però tutta una“ catena del valore” prima e dopo il forno che, orchestrata e gestita con efficacia, è altrettanto importante per la trasformazione
sostenibile: dall’ approvvigionamento di materie prime alla preparazione, dai passaggi successivi alla fusione come la ricottura fino alla verifica di qualità. Seguono le fasi di imballaggio e distribuzione e il recupero del materiale con il riciclo, per reintegrarlo in nuovi cicli produttivi. I forni per il vetro richiedono un’ attenzione particolare. L’ 80 % delle emissioni del settore proviene infatti da questo processo. Non solo: la domanda di vetro per i nostri veicoli, per gli edifici commerciali e per le abitazioni sarà più che raddoppiato da qui al 2050. La digitalizzazione non è più un’ opzione per l’ industria del vetro, che deve decarbonizzarsi anche per allinearsi agli sforzi globali in tema di riduzione delle emissioni. Esiste però tutta una catena di valore, prima e dopo il forno. Si inizia con l’ approvvigionamento di materie prime come la sabbia silicea e si prosegue con la preparazione, la fusione( sempre più spesso in forni elettrici), la ricottura e le rigorose ispezioni di qualità. Dopo la produzione ci sono l’ imballaggio e la distribuzione ai vari mercati. Infine c’ è il riciclo del vetro, che viene reintegrato come materia prima e chiude il ciclo produttivo.
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