BRUNO BETTELLI
po’ la spina dorsale del Made in Italy. Spesso si dà grande attenzione ai beni di consumo ad alta riconoscibilità, cioè quelli delle 3 A, Alimentare, Arredo, Automotive, ma dobbiamo ricordare che dietro ogni bene di consumo o bene durevole c’ è sempre un processo produttivo e, dietro quel processo, c’ è una macchina, un impianto, una tecnologia e, soprattutto, ci sono delle competenze. È grazie a queste competenze e tecnologie che il Made in Italy si afferma nel mondo. Contribuiamo per il 2,7-2,8 % al PIL nazionale e lo facciamo con un livello di riconoscibilità, anche se talvolta indiretta, attraverso i prodotti italiani che esportiamo”.
Bruno Bettelli è stato eletto Presidente di Federmacchine nel luglio 2023. Alla guida della federazione dei costruttori italiani di beni strumentali, Bettelli è membro del consiglio della federazione in rappresentanza di Acimac( l’ associazione dei costruttori italiani di macchine e attrezzature per la ceramica). Classe 1968, Bruno Bettelli è cofondatore, Presidente e CEO di I-Tech Srl( Sassuolo, MO). Diplomato perito tecnico ha conseguito, nel 2018, un Executive Master di Lenovys. Bettelli è sposato e ha un figlio.
All’ interno di questo scenario che come ci ha appena descritto negli ultimi anni ha registrato dati molto positivi, stiamo vivendo una fase più complessa. Dal suo osservatorio privilegiato, quali ritiene siano le cause di questo rallentamento?“ Le cause sono ormai ben note anche a chi non è un addetto ai lavori. Vi sono diversi fattori economici globali in gioco: il PIL mondiale è in calo, c’ è stata una contrazione degli investimenti industriali e si è registrato un eccesso di produzione dopo il lockdown nei vari Paesi del mondo. Dopo la pandemia c’ è stata un’ ondata di euforia e una corsa alla sovrapproduzione per timore di nuove chiusure e interruzioni delle catene di approvvigionamento. Questo ha indotto le aziende a creare scorte eccessive per avere la disponibilità di merci da potere comunque esportare o fare arrivare al consumatore nell’ eventualità di una nuova situazione di emergenza. Purtroppo tali scorte sono risultate poi difficili da smaltire. Inoltre, ad appesantire la situazione c’ è stato un lungo periodo segnato da una politica monetaria restrittiva. Solo recentemente, almeno in Europa, si è assistito a una controtendenza, ma i tassi di interesse rimangono comunque elevati tenuto conto del contesto generale che vede in atto alcune crisi di carattere geopolitico”.
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