RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 | Page 6

cresce per qualche ora e poi lascia spazio alla notizia successiva. È forse uno dei paradossi più inquietanti del nostro tempo: essere continuamente informati e, nello stesso momento, rischiare di diventare sempre meno capaci di lasciarci interrogare da ciò che accade. Settembre, allora, potrebbe essere qualcosa di più di un semplice ritorno alle abitudini. Potrebbe essere un momento per riprendere coscienza del tempo e del mondo che abitiamo. Perché tornare alla normalità non dovrebbe significare tornare all’ indifferenza, né accettare come inevitabile ciò che inevitabile non è. Ci sono parole che continuiamo a pronunciare troppo facilmente: guerra, violenza, morte, emergenza e che, a forza di essere ripetute, rischiano di perdere il loro peso. E invece dovremmo forse fermarci proprio lì, prima che la consuetudine trasformi l’ orrore in qualcosa di ordinario. La vera normalità, forse, non è quella delle agende nuovamente piene, delle giornate che riprendono il loro ritmo e delle città che tornano rumorose. È quella di una società che non si abitua al dolore degli altri, che non considera inevitabile la violenza, che non accetta la guerra come un destino e che conserva la capacità di indignarsi, di interrogarsi, di sentirsi responsabile. Forse settembre ci chiede proprio questo: non soltanto di ricominciare, ma di domandarci da dove vogliamo ripartire. E soprattutto, quale mondo vogliamo ritrovare quando la parola“ normalità” tornerà sulle nostre labbra.
Maria Rosaria Teni
La speranza è un essere piumato che si posa sull’ anima, canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’ armonia, e solo una tempesta violentissima potrebbe sconcertare l’ uccellino che ha consolato tanti.
L’ ho ascoltato nella terra più fredda e sui più strani mari. Eppure neanche nella necessità ha chiesto mai una briciola – a me.
Emily Dickinson Traduzione di Margherita Guidacci
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