“ SCRITTI ALLA REDAZIONE”:“ IGNORANZA O MALAFEDE?” DI SILVIO VALDEVIT LOVRIHA
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato un importante discorso in occasione della conclusione della 27 ª edizione di Pordenonelegge, la“ Festa del libro e della libertà”. Ritengo utile segnalare alcuni passaggi significativi del suo intervento, non rituale, che tocca questioni fondamentali del nostro tempo: i rischi attuali per la libertà di espressione, il valore del dissenso e ciò che occorre fare per difendere la democrazia. Centrale è l’ osservazione secondo cui le opinioni dissenzienti devono avere non soltanto pieno diritto di cittadinanza, ma costituiscono un valore prezioso della dialettica democratica, da salvaguardare. A questo proposito, il Presidente Mattarella ha richiamato il pensiero di Norberto Bobbio, secondo il quale « il discrimine tra Stato democratico e regime autoritario è segnato dal maggiore o minore spazio dedicato al dissenso ». Il pensiero unico, ha sottolineato Mattarella, è invece uno strumento di oppressione. E la storia ne offre numerosi esempi. Il Presidente ha ricordato le censure nella Russia sovietica e le persecuzioni contro libri, musiche e opere pittoriche, talvolta definite dalle dittature“ arte degenerata” o“ arte decadente”. Tra gli esempi citati, quelli de Il dottor Živago di Boris Pasternak e di Una giornata di Ivan Denisovič di Aleksandr Solženicyn, opera sulla vita nei gulag. Entrambi gli autori sarebbero poi stati insigniti del Premio Nobel per la Letteratura. Mattarella ha ricordato anche Andrej Sacharov, perseguitato per il suo impegno in difesa dei diritti umani e insignito del Premio Nobel per la Pace, nonché i samizdat, i testi prodotti artigianalmente e fatti circolare clandestinamente nei Paesi dell’ Est europeo. « Nessuna terra è stata indenne dal morbo della censura, del pensiero unico », ha affermato il Presidente, ricordando il poeta argentino Juan Gelman, perseguitato dalla dittatura militare che colpì duramente anche la sua famiglia, e Rodolfo Walsh, tra i desaparecidos argentini. Ha ricordato inoltre le Madri di Plaza de Mayo e lo scrittore cileno Luis Sepúlveda, perseguitato, imprigionato ed esiliato durante la dittatura di Augusto Pinochet. Il Presidente ha poi richiamato il dissenso espresso non soltanto da singoli intellettuali, ma anche dai movimenti della società civile, citando in particolare le battaglie delle donne in numerosi Paesi, dall’ Afghanistan all’ Iran.
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