RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 RIVISTA CULTURA OLTRE - SETTEMBRE 2026 - N.9 | Page 31

che egli considera la“ pupilla dei suoi occhi” – rappresenta lo strumento privilegiato di questa missione. Nelle periferie d’ Italia, le linee guida del pontefice si trasformano presto in azione concreta.
A Lecce la svolta avviene sotto la guida di due importanti guide spirituali: il vescovo Gennaro Trama e il suo successore, monsignor Alberto Costa. Nella loro azione pastorale, entrambi superano la vecchia concezione puramente devozionale dell’ associazionismo, avviando una radicale ristrutturazione delle sezioni locali per dare vita a una gioventù cattolica militante e colta.
Il Circolo“ San Giusto” e la fucina dei laici
A Lecce il cuore pulsante di questa rinascita culturale e spirituale diventa il Circolo“ San Giusto”, situato all’ interno del centro storico, a due passi da Piazza Duomo, a Vico San Giusto. Esso era il circolo giovanile centrale dell’ Azione Cattolica di Lecce, un vero e proprio spazio di libertà e approfondimento culturale dove i ragazzi della borghesia e delle scuole leccesi andavano per studiare e discutere liberamente di politica, filosofia e sociologia, lontano dagli occhi del regime fascista. Tra le sue mura si formano giovani che diventeranno figure laiche di straordinario spessore. Tra questi, spicca il nome di Giuseppe Codacci Pisanelli, futuro giurista e rettore dell’ Università di Lecce, che proprio in quell’ ambiente sviluppò quel forte senso di responsabilità civica e culturale che avrebbe poi speso per il territorio. L’ Azione Cattolica si impone così come l’ unica vera alternativa educativa all’ egemonia delle organizzazioni giovanili fasciste, che guardano con crescente e aperta ostilità all’ autonomia formativa della Chiesa.
La crisi del 1931: la difesa della libertà educativa
Il momento di massima tensione tra la chiesa e il regime si consuma nel luglio del 1931. Il governo fascista ordina lo scioglimento dei circoli giovanili cattolici in tutta Italia, accusandoli di attività politica. Anche nel leccese le sedi vengono sequestrate e perquisite. I dettagli di quei momenti riemergono dagli studi sulle cronache dell’ epoca, in particolare sul giornale diocesano L’ Ordine che, fondato nel 1907 e per decenni voce ufficiale della Curia leccese, nel 1968 cambierà poi nome diventando L’ Ora del Salento. Le sue pagine testimoniano le forti pressioni delle autorità fasciste sul mondo cattolico salentino. La risposta di Pio XI arriva con l’ enciclica Non abbiamo bisogno. Con questo titolo il papa esprimeva il rifiuto della chiesa di piegarsi al modo in cui lo Stato intendeva educare i giovani; un testo durissimo in cui il pontefice condanna apertamente il fascismo come una“ statolatria pagana” incompatibile con la coscienza cristiana. Questo atto di rottura trova in monsignor Costa una guida ferma e prudente. Il vescovo, infatti, difende pubblicamente l’ opera educativa dei suoi laici contro gli attacchi del regime. La svolta arriva nel settembre del 1931, quando un nuovo compromesso tra la chiesa e il regime permette finalmente la riapertura
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