Proprio in seguito a tali motivi , con cognizione di causa , mi pare sia più pertinente ridefinire l ’ antologia “ Tra orizzonti di bellezza ” come “ Crestomazia ”, tenendo presente l ’ etimologia del termine che deriva dal greco “ Chrestomátheia ”, composto di ( chrestós ) ovvero “ utile ” e di ( mantháno ) che significa “ io apprendo ”. Non è più dunque un semplice sinonimo di antologia , che trasmette il concetto di una raccolta di brani e che si connota secondo l ’ idea di “ più bello ”, ma lo trascende poiché implica anche il senso di utilità e , pertanto , di “ insegnamento ”. Tale precisazione rimanda all ’ analoga scelta del sommo Leopardi , che pubblicò nel 1827 e nel 1828 , rispettivamente “ La crestomazia italiana de ’ prosatori ” e “ La crestomazia italiana de ’ poeti ”. Nell ’ introduzione alla prima di queste egli , rivolgendosi ai lettori , spiega le ragioni della scelta del titolo , in luogo di antologia , rimarcandone le differenze rispetto a quest ’ ultima dal punto di vista della vocazione didattica , che si traduce nell ’ inserimento di brani corredati di commenti e schede biografiche . In sostanza , una raccolta poetica che dilettasse e , allo stesso tempo , giovasse al lettore in modo che : “ La bellezza del dire non fosse scompagnata dalla importanza dei pensieri e delle cose ”. Teniamo sempre presente che un libro , prima ancora che un florilegio di liriche o racconti , è un oggetto fisico che apriamo , sfogliamo e leggiamo . Una temperie di emozioni , pensieri , sentimenti e considerazioni filosofiche . È una sorta di vestibolo che , dalla dimensione del reale conduce al non detto e si apre al possibile . E l ’ indugiare sulla soglia della possibilità è un ’ esigenza del nostro essere individui pluridimensionali la cui coscienza si sdoppia negli ossimori dell ’ esistenza .
Antonio Teni Poeta e scrittore – Giuria Premio Vitulivaria