ogni forma artistica ) ha in sé un ’ eco della creazione ed è pertanto intimamente connessa alla vita nel suo continuo attualizzarsi come impegno più o meno consapevole di fronte alle incertezze del presente e alle sue esigenze . È questo , in ultima analisi , il leit motiv di ogni linguaggio dell ’ anima che vuol travalicare il contingente e il relativismo oggi imperante . L ’ esigenza di aspirare a definizioni assolute non può tuttavia prescindere dalla memoria culturale , che rimane viva come prezioso baluardo di umanità . Parafrasando lo scrittore inglese Aidan Chambers , non è azzardato sostenere che lo scrivere versi e raccontare storie è un modo per “ creare e ricreare noi stessi ”. Non sono tanto gli eventi a cambiarci e a formarci , ma le storie che raccontiamo di quelle esperienze . Con l ’ atto del poetare , e più in generale con la scrittura intesa nella sua interezza , si effonde il sé più intimo , nascosto all ’ indagine dei sensi ; quel sé che si sostanzia nel farsi esperienza tangibile di vita . Sublime aspirazione del sé “ circoscritto ” è dunque l ’ abitare in non-luoghi dell ’ eterno che è in noi e vibra in qualunque orizzonte fisico o dell ’ umano pensiero ; il desiderio irrefrenabile di dilatarsi in un infinito . Ridefinire dunque il senso del vivere di là dall ’ eterno apparire delle cose è come bruciare sul rogo la bellezza del mondo per riconoscere l ’ anima del vero . La Bellezza – ed è questo il tema precipuo della settima edizione del Premio Vitulivaria- intesa nell ’ accezione più ampia del termine , rimanda al concetto di verità , nell ’ intuizione poetica e supremamente filosofica di John Keats nella sua “ Ode su un ’ urna greca ” del 1819 . La chiusa della 5^ strofa ne riassume in modo emblematico la potente concezione etica ed estetica : “ Bellezza è verità , verità è bellezza . Questo solo sulla terra sapete , ed è quanto basta ”. Una “ verità ” che , secondo il pensiero del critico letterario Walter Binni “ a volerla illuminatamente esprimere è necessario avanti tutto possederla ”. Come possederla , la verità , e soprattutto come poterne realizzare l ’ attuazione ? La ricerca del Sacro Graal della bellezza è stata in ogni tempo e in ogni luogo il mirabile tentativo dell ’ uomo , di ogni uomo , di giungere a tale scopo : ne è stata praticamente la ragione di vita . Come ogni attività che si rispetti , però , la ricerca della bellezza possiede in sé oltre che un antefatto edonistico anche un risvolto puramente didattico . Conoscere per imparare e imparare per conoscere si rincorrono nel ciclo continuo dell ’ esistenza . Imparare , in ultima analisi , a sentire , percepire e respirare la bellezza del mondo ! E chiunque pensi che l ’ istituzione di un premio letterario e la pubblicazione successiva di un ’ antologia delle opere e degli autori ad esso partecipanti , sia opera meritevole di elogio , ma in un certo senso non di grande importanza , in una società secolarizzata e di tendenze tecnocratiche come la nostra , si accorgerà , leggendo versi e racconti inseriti nell ’ antologia , quale materia incandescente , fatta di un ’ umanità ricca di emozioni , sentimenti , desideri , sogni , illusioni e disincanti cadute e rinascite sia ivi rappresentata . Un ’ umanità condivisa da ogni individuo e nella quale il lettore potrà trovare insegnamenti e valori universali . Ed è per questa ragione che è doveroso valorizzare il lavoro certosino e capillare , che dura ormai da oltre un decennio , di promozione della cultura ad ogni livello , come poeta , critico letterario , acuta saggista , nonché presidente dell ’ associazione culturale “ Viva Mente ” e fondatrice del Premio e della rivista culturale online “ Cultura Oltre ”, di Maria Rosaria Teni .