RIVISTA CULTURA OLTRE OTTOBRE 2020 - 10° numero RIVISTA CULTURA OLTRE OTTOBRE 2020 - 10° numero | Page 13

nel mutismo . Quel contrasto è un muro di gomma che respinge il dolore e la delusione , ma che fa rimbalzare ancora più lontano l ’ amore e gli affetti . Ed è un peccato che noi non ci siamo mai raccontati , quasi che da secoli non ci fossimo più conosciuti . E quando ci guardo da fuori mi pare come se entrambi vivessimo maniacalmente le nostre vite . Le vivessimo con analogo immotivato tormento , seppur diligente e borghese il tuo , seppur esagerato e caotico il mio . Ci affanniamo in questa foga quotidiana , egoista , insensata , sfiancante . Sempre a correre dietro alle nostre insoddisfazioni , sempre a sentirci un passo indietro ai nostri ideali , alle nostre pretese , ai nostri obblighi . Cosi dobbiamo sforzarci per scacciare quegli spiriti , e respirare e goderci qualche momento di pace , di tregua da questi sensi di colpa ancestrali che sembrano aspettarci sempre in agguato . Ma è vero che con il tempo si impara a domarli , ma non a vincerli . E le nostre vite si sono sempre incrociate ma di rado appartenute , percorse a ritmo diverso su due binari paralleli ma non allineati . Con una cadenza metodica dopo l ’ infanzia i nostri cammini si sono alternati per incontrarsi giusto il tempo di un saluto in stazione , diventato sempre più fugace , sempre più anonimo , sempre più distante . Eppure io ho presente di te , di quando da piccolo , in macchina , tu prendevi una specie di agendina e fingevi di leggermi delle storie che ti stavi inventando al momento . Che cercavi di insegarmi le cose che ero refrattario ad imparare , e per un po ’ sei stata l ’ unica che si è presa cura di me e della mia educazione . Invece , di me ricordo , quando alle elementari , appoggiavo la fronte al finestrino dello scuolabus , che mi faceva vibrare la testa . Pensavo al costume da ninja di Francesco Cavan . Fantasticavo senza alcuna invidia . Sognavo di essere un ninja immaginario capace di mosse prodigiose , lanciando stelline dalle lame invisibili e roteando con maestria il nunchaku contro nemici malvagi . Così mi perdevo in quel mondo di vaneggi , assorbito da quel gioco favoloso e avvincente , pieno di azione ed avventura , fino ad arrivare a casa . E la nostra casa era piena di quei fogli di carta che riempivi di disegni di donne e di vestiti . Chissà cosa è rimasto di tutto questo . Chissà se sia veramente possibile di stare al mondo senza sognare . Carlo Crakx
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