RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 2 -FEBBRAIO 2020 RIVISTA CULTURA OLTRE - NUMERO 2 -FEBBRAIO 2020 | Page 12
“T.S.E LIOT E L ’ INTIMA LIBERTÀ DELL ’ ANIMA ”
DI A POSTOLOS A POSTOLOU
Thomas Stearns Eliot (26 settem-
bre1888 – Londra, 4 gen-
naio1965) è stato un poeta, sag-
gista, critico letterario e dramma-
turgo statunitense naturalizzato
britannico. È uno di coloro che
più lucidamente hanno interpre-
tato il nostro tempo, quello che
meglio ha dato espressione al
“consapevole disorientamento di
un’ epoca”. La sua poesia pro-
pone una partecipazione dina-
mica e attiva, in quanto l’utilizzo
dell’apparato mitologico, le cita-
zioni da testi classici, l’uso di
svariate lingue si appellano al let-
tore, il quale è chiamato a com-
pletare l’opera con la propria
esperienza; un meccanismo, que-
sto, che si trova anche
nelle opere contemporanee di James Joyce. La sua poesia, almeno fino alla conversione,
esprime un mondo privo ormai di significato in cui al crollo dei valori tradizionali non
segue la nascita di nuove certezze, cioè un mondo di morti viventi che la terra desolata
produce potentemente nella simbolica dell’aridità e della desolazione. La poesia di T.
S. Eliot è una poesia della esperienza mistica che vuole aiutare ad intuire l’esperienza
dell’essere - ovvero di ciò che resta in assenza di coordinate spazio – temporali nel
divenire.
Nella poesia di Eliot ab-
biamo una religiosità
che è razionalmente lu-
cida, non è mai slancio
emotivo e mistico al di so-
pra della ragione ma spi-
rito che nasce dalle ceneri
dell’intelletto, conquista
faticosa attraverso la ra-
gione e la passione unite
assieme. Il mondo nella
poesia di T. S. Eliot, non
è più caos di immagini spezzate, di immagini nude, ma viluppo apparentemente caotico
significante “indizi e congetture” che suggeriscono un universo duraturo al di là delle
loro false parvenze. T. S. Eliot sa che, siccome la poesia è l’essenza del linguaggio, ha
il proposito di definirsi nella implicazione del suo tempo. In altre parole, la ricerca del
pensiero dentro di essa stessa deve partire da un incontro essenziale con la realtà e mi-
stero che possiamo chiamare percezione o forse penetrazione in una visione del mondo
e del verbo. La poesia diventa la limpida meraviglia di un delirante fermento: “Quando
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