RIVISTA CULTURA OLTRE NOVEMBRE 2025 - NUMERO 11 | Page 53

L’ eco di una somiglianza colpì Ecìla che, istintivamente, osservò il suo abito … e lo trovò identico a quello della donna sconosciuta! La coppia avanzava tranquilla e sorridente, fendendo presto la folla dei bottegai e, quando si trovarono quasi a sfiorare Ecìla, intensificando quel sorriso già stabile sulle loro labbra, esclamarono all’ unisono: < Salve Ecìla, siamo i tuoi genitori!> Ecìla fu assalita da un brivido … un soffio di gelo che non le regalava soltanto la neve, poiché anche dal suo cuore parve provenire“ un crack” come di un ramo che si spezza. Senza una parola, voltò allora la schiena ai nuovi venuti e, in silenzio, prese a dirigersi verso casa, ma, dal rumore dei passi, si accorse che la stavano seguendo. Seguitando a camminare notò poi che, mentre lei rabbrividiva, i bottegai, vestiti ancora con gli abiti estivi, così come erano scaturiti dalla sua immaginazione, mostravano di non percepire affatto il freddo pungente e, voltandosi ad osservare i genitori che la seguivano, si accorse che, a loro volta, sembravano non rabbrividire nei loro abiti leggeri … sua madre, addirittura, lasciava che la neve le riempisse l’ ampia scollatura del leggero abito senza neppure notarla. Arrivata sulla soglia di casa Ecìla ebbe un attimo d’ esitazione ed, aperto l’ uscio, ebbe quasi la tentazione di chiuderlo in faccia ai nuovi arrivati, ma, educatamente, si scansò poi per lasciarli passare e quelli, con estrema disinvoltura, entrarono nella sua abitazione.
- 53-