SUL 25 NOVEMBRE:“ IN ATTESA …” DI MYRIAM AMBROSINI
E le vedo tutte insieme, sui bordi di una palude, i piedi immersi in quell’ acqua melmosa che vorrebbe sommergerle e soffocarle. Ma loro tengono la testa alta, e le braccia a cingere una la vita dell’ altra. Giovani e meno giovani, ma sono tutte donne, con la bellezza che rende bella ogni donna, sempre ed ovunque generatrice di vita. Si chiamano Giulia, Sara, Monica, Patrizia, Daniela, Anna … I nomi belli e sacri delle donne italiane, ma anche una Saman, una Samira o una Fatima di lontani paesi, ma fiere ugualmente della loro femminilità, pur calpestata, pur umiliata. Sono tutte le donne che un’ errata e demenziale idea di offesa virilità ha ucciso, provando spesso a cancellarne, con l’ acido o con il fuoco, anche il riconoscimento e l’ identità.
Ma quella palude, pur private di una vita a cui avevano pieno diritto, non le inghiottirà mai! LORO … Quelle donne, sacrificate ad un egotismo e narcisismo maschile deviato, sono parte di noi … SIAMO ANCHE NOI! Ed orgogliose e fiere seguiteremo a vivere ed a combattere anche per loro … Direi quasi“ con loro”! Non ci arrenderemo e, con innovativi metodi educativi, con un dialogo continuo e maturo e soprattutto con il nostro CO- RAGGIO DI DONNE, che non verrà mai meno, seguiteremo a portare avanti una capillare opera di sensibilizzazione. Ma chiediamo … PRETENDIAMO dalle Istituzioni preposte, più tutela, una migliore organizzazione, anche al fine di fornire mezzi dove è possibile proteggere e dare asilo alle donne vittime di violenza ed anche ad un ulteriore inasprimento di pene e deterrenti, non soltanto minacciati, ma applicabili e reali!
MYRIAM AMBROSINI
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