RIVISTA CULTURA OLTRE NOVEMBRE 2025 - NUMERO 11 | Page 48

Ma rettifico la domanda. Cosa stiamo facendo per eliminare la possibilità che una donna venga violata psicologicamente e fisicamente? In un tempo passato, in una società patriarcale, si credeva o ci si convinceva che era quasi un dovere essere sottoposta e sottomessa all’ uomo, un po’ per mancanza di elevazione culturale e un po’ perché la donna non poteva fare altro che servire e accudire gli altri. Come asserisce la dottoressa Roberta Bruzzone, la donna deve finirla di sentirsi una crocerossina che ha il dovere di riparare i danni causati da una maleducazione pregressa. Oggigiorno, usufruiamo di tanta conoscenza attraverso i social media ed è impossibile imputare tali atteggiamenti ad una mancanza di cognizione del fenomeno e della innaturale accettazione da parte di alcuni uomini che ritengono sia normale che la donna venga sottomessa a causa della sua identità di genere. La maleducazione al rispetto e ai sentimenti causa ancora oggi giovani frustrati che non accettano di convivere con menti brillanti, sol perché appartengono al femminino. Giovani incapaci di essere rifiutati perché il loro atteggiamento non è consono al desiderio della compagna e invece di ridimensionarsi, la loro mente sfugge al controllo e trascende in barbari epiloghi. È necessario educare al sentimento, all’ arte dell’ amare con rispetto perché se si viene respinti non è di certo colpa della donna ma come affermava Dante nell’ Inferno:“ Chi è causa del proprio mal pianga se stesso”. Ora è incontrovertibile asserire che questo argomento possa ridursi a poche righe, in quanto non basterebbero intere pagine per delineare le cause, le conseguenze del problema; la genesi nella mente del mostro e le normative vigenti e quelle che ancor di più che dovrebbero eliminare l’ orrore del femminicidio. Voglio concludere, ricordando una persona, perché la donna è innanzitutto una persona, che non aveva ancora raggiunto la tipica tappa che segna il passaggio dall’ essere bambina a quello di donna: la piccola Fortuna Loffredo. Fortuna, detta Chicca, era una bambina di sei anni con tanti sogni ed una sola colpa: essere femmina, futura donna. Il 24 giugno 2014 venne ritrovata senza vita perché fu spinta da un mostro che ne aveva abusato ripetutamente e purtroppo lei non fu l’ unica vittima. L’ uomo venne condannato all’ ergastolo. Ma cosa potrà mai compensare la vita che avrebbe potuto vivere Fortuna e la futura giovane che sarebbe diventata? Non ci sarà mai una condanna abbastanza forte che possa restituire a queste ragazze il dono più prezioso: il diritto alla vita.
Ylenia Romerio
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