RIVISTA-CULTURA OLTRE MARZO-2023 N.3 3-RIVISTA-CULTURA MARZO -2023 | Page 9

sunta normalità ed infine l ’ insieme degli stereotipi di immagini corporee che vengono usati per costruire differenze all ’ interno delle quali emerge il nostro straniero interno .
È questo insieme polimorfo e disarmonico che si trova la xenofobia o paura per lo straniero , una modalità di interazione sociale estremamente significativa nella difficoltà nella accoglienza e integrazione .
Una modalità anch ’ essa polimorfa perché può essere un disturbo d ’ ansia tipico della fobia oppure una scelta razionale determinata da convincimenti più o meno ideologicizzati . Dall ’ ansia e dalla paura per una minaccia vissuta aprioristicamente come reale fino a potere rasentare il sottile diaframma con il razzismo e divenire una delle basi fondanti non solo per la identità nazionale ma anche e principalmente per la superiorità della propria etnia o della propria “ razza ”.
In questo apparente bivio obbligato tra paura e accoglienza si apre uno spazio di ricerca di benessere che è e diventa sempre più ricerca di una umanità più sana e consapevole dei propri limiti che non sono chiusure ma aperture all ’ altro da noi dentro canali di interazione e comunicazione determinati e accettati .
È dentro un canone accettato di interazione infatti che possiamo incontrare chi o ciò che prima era ignoto , sia esso un uomo o una donna o quel bambino che salviamo dal mare o che , inconscio , facciamo emergere in noi .
Cipriano Gentilino
Ancora una volta , l ’ ignoto , lo sconosciuto , lo straniero può fare paura ma la xenofobia diventa tale solo se è esperienza emotiva e / o razionale collettiva dentro una emozione , percepita o fatta percepire , di impossibilità di un qualunque controllo .