RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | Seite 5

“ PER UN’ ETICA DEL LAVORO OLTRE IL RITO” DI MARIA ROSARIA TENI
Il Primo Maggio non è un giorno qualunque; è uno specchio in cui si riflette non solo ciò che siamo come sistema produttivo, ma soprattutto ciò che siamo come comunità civile. In questo particolare momento storico, dove il futuro appare nebuloso e incerto, la Festa dei Lavoratori ci impone di tornare alle basi: il lavoro non è una concessione, ma diventa una struttura portante stessa della dignità umana. La nostra Costituzione pone il lavoro come fondamento, ma la cronaca recente ne scalfisce continuamente le certezze. Come può esserci dignità quando il lavoro diventa“ povero”, quando la precarietà impedisce di immaginare un domani o, peggio, quando il lavoro diventa il luogo della fine? La festa del primo maggio è una data che innesca tante considerazioni ed è frutto di tante trasformazioni storico-sociali avvenute nel corso della seconda metà dell’ Ottocento, quando con la Rivoluzione industriale negli Stati Uniti si prospettarono nuove condizioni del lavoro e si moltiplicarono le manifestazioni per i diritti dei lavoratori, spesso guidate dai Knights of Labor, una delle principali organizzazioni sindacali dell’ epoca. Oggi il primo maggio è celebrato in gran parte del mondo ed è riconosciuto come festività pubblica in molti Paesi. Un punto di svolta decisivo arrivò nel 1866, quando a Chicago, nello Stato dell’ Illinois, venne approvata una legge che introdusse la giornata lavorativa di otto ore. Il provvedimento entrò in vigore l’ anno successivo, il primo maggio 1867, data segnata da una grande manifestazione. Il primo maggio 1886, nel 19esimo anniversario dell’ entrata in vigore della legge sulle otto ore, una storica federazione sindacale indicò quella data come termine ultimo per estendere la riforma, dapprima circoscritta solo all’ Illinois, a tutto il territorio statunitense, minacciando in caso contrario uno sciopero generale. A Chicago aderirono in massa e circa 80mila persone sfilarono in un corteo pacifico. Ma nei giorni successivi la tensione crebbe e davanti alla fabbrica di mietitrici McCormick la polizia aprì il fuoco sugli operai in sciopero, uccidendone sei e ferendone diversi altri. Per protestare contro la repressione, fu indetta una manifestazione il 4 maggio in Haymarket Square. Durante il comizio, una bomba esplose tra le forze dell’ ordine, causando la morte di sei poliziotti e decine di feriti. Nel 1889, il Congresso Internazionale di Parigi della Seconda Internazionale proclamò il primo maggio Festa internazionale dei lavoratori. Da allora la ricorrenza si è diffusa in gran parte del mondo. In Italia le prime manifestazioni e festeggiamenti di cui si ha notizia certa avvennero a Torino tra la fine di aprile e il primo maggio 1890. Durante il regime fascista, a partire dal 1924, la ricorrenza venne soppressa nella sua forma originaria e spostata al 21 aprile, in coincidenza con il cosiddetto“ Natale di Roma – Festa del lavoro”. Già nel 1923 era stata introdotta una riforma significativa, con la fissazione dell’ orario lavorativo giornaliero a otto ore. Solo al termine della Seconda guerra
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