RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 RIVISTA CULTURA OLTRE MAGGIO 2026 - N.5 | страница 28

“ MADRE OPERAIA” DI ADA NEGRI
Nel lanificio dove aspro clamore cupamente la volta ampia percote, e fra stridenti rote di mille donne sfruttasi il vigore,
già da tre lustri ella affatica.— Lesta corre a la spola la sua man nervosa, né l’ alta e fragorosa voce la scote de la gran tempesta
che le scoppia dattorno.— Ell’ è sì stanca qualche volta; oh, sì stanca e affievolita!… Ma la fronte patita spiana e rialza, con fermezza franca;
e par che dica: Avanti ancora!…— Oh, guai, oh, guai se inferma ella cadesse un giorno, e al suo posto ritorno far non potesse, o sventurata, mai!…—
Non lo deve; nol può.— Suo figlio, il solo, l’ immenso orgoglio de la sua miseria, cui ne la vasta e seria fronte del genio essa divina il volo,
suo figlio studia.— Ed essa all’ opificio a stilla a stilla lascierà la vita, e affranta, rifinita, offrirà di sé stessa il sacrificio;
e la tremante e gelida vecchiaia offrirà, come un dì la giovinezza, e salute, e dolcezza di riposo offrirà, santa operaia;
mio figlio studierà.— Temuto e grande lo vedrà l’ avvenire; ed a la bruna sua testa la fortuna d’ oro e di lauro tesserà ghirlande!…
…. Ne la stamberga ove non giunge il sole studia, figlio di popolo, che porti scritte ne gli occhi assorti de l’ ingegno le mistiche parole,
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