RIVISTA-CULTURA OLTRE MAGGIO -2023 - N.5 5-RIVISTA-CULTURA MAGGIO -2023 | Page 16

come un potenziale pericolo , perché essere soli voleva dire essere più esposti e meno protetti di fronte ad eventuali minacce . L ’ isolamento ( io voglio stare solo ) quindi determina uno stress e la conseguente attivazione di meccanismi biochimici di difesa che , a lungo andare , determinano malattia . La solitudine è un vissuto soggettivo ( io non voglio stare solo ), ma genera comunque nel nostro corpo conseguenze analoghe . Questo perché psiche e corpo sono profondamente legati ed interdipendenti e perché il corpo vive come reali i vissuti psichici . Essere soli . Stare soli . Sentirsi soli . La distinzione tra questi tre termini rimanda a condizioni esistenziali , comportamentali e soggettive della solitudine ( Corsano , Musetti , 2012 ), facendoci già̀ intuire la complessità̀ di tale costrutto e sottolineandone la multidimensionalità . Già nel provare a distinguere i vari tipi di solitudine in termini di positiva o negativa , funzionale o disfunzionale , ci rendiamo conto dell ’ importanza di approfondire le ricerche , indagando soprattutto le motivazioni sottostanti a solitudine ed isolamento . Studi che hanno una loro importanza sociale di prevenzione non solo al fine di determinare una riduzione del costo sociale ma anche e soprattutto per migliorare la qualità di vita dell ’ anziano . Non sono solo importanti i circoli anziani e la compagnia delle associazioni di volontariato , è sempre più significativa la visita medica domiciliare ( sempre più difficile da ottenere attualmente ) che tranquillizzi , curi , rincuori , così come il ruolo del Servizio Sociale non tanto mirato alla compagnia sic et simpliciter ma piuttosto con l ’ obiettivo di dare un ruolo , un compito un significato all ’ esistenza anziana , un senso alla vita . Ancora una volta quindi : un essere per gli altri oltre che con gli altri .
Cipriano Gentilino