un mega potere di autodeterminazione. A questo punto nasce il tecno-fascismo dove tutto è in mano ad una oligarchia potente che controlla la super tecnologia fino a creare un nuovo grado evolutivo ibrido che odora di onnipotenza per sopravvivere schiacciando chi non ha le qualità per sopravvivere. Questo avvilente compendio, semplice e crudo, affonda le sue radici nei giorni nostri, nel mondo che oggi gira e produce violenza, fame e disastri naturali, non aggiungo altro perché basta leggere Yoshua Bengio, Noam Chomsky, Paul Krugman e interessarsi al pensiero degli oligarchi super ricchi possessori dello scettro dello sviluppo ipertecnologico che stanno progettando la colonizzazione di nuovi pianeti, senza valutare che il nostro è tanto bello e basterebbe conservarlo.
Segnalo che sul quotidiano AVVENIRE in questo periodo c’ è una serie di articoli di Vittorio Pelligra“ La Monarchia della paura”; vi è illustrata tutta l’ evoluzione e l’ epistemica strutturazione del pensiero dei nuovi tecnoligarchi che stanno ridisegnando non solo un nuovo ordine mondiale ma, con una nuova filosofia, stanno ridisegnando una nuova civiltà, in cui gruppi elitari sono coloro che governano la società e il mondo. A tal proposito non è da sottovalutare la formazione di Peter Thiel, dalle teorie sul capro espiatorio di René Girard, al pensiero di Carl Schmitt sulla funzione politica del nemico, fino alla visione elitaria del potere di Leo Strauss.
Non è complottismo e io ho citato solo alcuni degli esponenti, professori, economisti ma c’ è diversa letteratura e documenti universitari che sono in grado di spiegare meglio di me cosa sia il tecnofascismo e la tecnocrazia. L’ importante è saperla comprendere e produrre una classe dirigente giovane e preparata che possa portarci oltre, in un mondo democratico e prospero.
Perché … L’ alternativa non è confortante Mariantonietta Valzano
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