RIVISTA CULTURA OLTRE LUGLIO 2026 - N.7 | Page 7

IL PUNTO DI VISTA“ TECNOCRAZIA E TECNOFASCISMO” DI MARIANTONIETTA VALZANO
Nel giro di 35, anni attraverso una“ cattiva” gestione della globalizzazione, si è passati da una società in cui la democrazia fatta di diritti e doveri è diventata una democrazia senza regole, con una depenalizzazione di reati gravi, un accumulo di debiti a fronte di una povertà di servizi e tutele per chi ha pagato e paga le tasse da sempre, regalando le tutele e favorendo persone che al contrario non hanno contribuito alla formazione, ad una società che paventa e anela al cosiddetto uomo o donna forte che risolve tutto.
In questo nodo scientifico si sono creati conflitti sociali che hanno minato alla radice il concetto stesso di democrazia favorendo populismi, rabbia, emarginazione, micro e macro-criminalità.“ La gente sta male”. Questa semplice frase è costante in ogni dove, è una verità che travalica i confini dei Paesi perché è pieno di persone ferite, arrabbiate che non hanno una reale possibilità di cambiare la propria condizione socioeconomica perché si sono create condizioni che tramite l’ ultraliberismo, ha avvantaggiato e concentrato la ricchezza in mano al 10 %, della popolazione mondiale.
In questo terreno nasce la tecnocrazia, perché per essa non è solo sufficiente lo sviluppo esponenziale della tecnologia, ma è necessario avere un terreno fertile fatto di disagio totale, mancanza di cultura, mancanza di lavoro. L’ immigrazione non governata, le guerre perpetrate nelle zone povere economicamente ma ricche di risorse, un andamento anomalo della erosione dei diritti, fanno sì che la popolazione inizi a pensare che ci voglia un risolutore, l’ uomo o donna forte, che risolva i problemi, perché i problemi sono diventati irrisolvibili se non governati, gestiti seguendo regole ben precise. Oggi l’ uomo forte è colui che possiede l’ accesso alla tecnologia che è talmente pervasiva e cogente da diventare manipolatoria. La tecnocrazia si evolve postulando un umanesimo diverso da come lo abbiamo sempre concepito, ma un trans-umanesimo, che riprende da Nietzsche il concetto di Superuomo, riempiendo il transumanesimo di poteri che lo rendono privo di necessità di regole perché è esso stesso regola, fino a oltrepassare la linea rossa della salvaguardia delle minoranze, delle particolarità, fagocitando tutto in
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